«Dopo la morte del figlio Milena era devastata e Hako diceva di proteggerla»
Oggi l’interrogatorio del marito Hako Vitanov, accusato del femminicidio. Il quartiere sotto choc ricorda una coppia segnata dal dolore. Stasera presidio antiviolenza

Elisa Malacalza
|11 ore fa

Hako e Milena Vitanov
Via Pastore si stringe attorno ai figli di Milena Vitanova, la 56enne uccisa venerdì dal marito Hako Vitanov, 59 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Nel quartiere Farnesiana il dolore è profondo: «Dopo la morte del figlio Todi in un incidente stradale, nel 2020, non era più la stessa e Hako diceva di proteggerla» raccontano i vicini, ricordando una donna «dolce, riservata e innamorata della famiglia».
«Lui sembrava preoccuparsi per lei, nessuno aveva mai sentito litigi o visto violenza» spiegano amici e conoscenti ancora increduli.
Questa mattina Vitanov sarà interrogato dal gip nel carcere delle Novate. L’autopsia sul corpo della donna sarà eseguita oggi a Pavia e dovrà chiarire la dinamica dell’aggressione. Milena fu trovata morta nel soggiorno di casa con ferite alle braccia, compatibili con un disperato tentativo di difesa.
Le insegnanti del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti e della scuola frequentata dai figli la ricordano come «una mamma presente e generosa», impegnata anche nei progetti solidali. Sui social restano le foto della famiglia e il dolore mai superato per la morte del figlio.
Intanto, questa sera, nei giardini di via Radini Tedeschi, a pochi passi dalla palazzina della tragedia, si terrà un presidio pubblico contro la violenza sulle donne. All’iniziativa parteciperanno associazioni, cittadini e realtà del territorio per ricordare Milena e ribadire il no ai femminicidi.
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