Omicidio via Pastore, i vicini sconcertati: «Tragedie impossibili da capire»

Abitavano nel quartiere da molti anni, parlano tutti di una famiglia di brava gente

Ermanno Mariani
|4 ore fa
Omicidio via Pastore, i vicini sconcertati: «Tragedie impossibili da capire»
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Ha chiamato il 112 dicendo soltanto: «Ho ucciso mia moglie». Poi è fuggito da casa, ha raggiunto il cimitero, forse per piangere sulla tomba del figlio morto alcuni anni fa in un incidente stradale, e ha cercato di tagliarsi le vene. È finita lì, nel tardo pomeriggio di venerdì 8 maggio, la fuga di Hako Vitanov, macedone, 59 anni, magazziniere alla  logistica, arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario.
La vittima del femminicidio si chiamava Milena Vitanova, aveva 56 anni e faceva la casalinga. Lascia quattro figli.
La testimonianza di una vicina di casa
«Ero in camera da letto quando improvvisamente ho sentito urlare. Ricordo di aver guardato l’orologio alla parete: erano le 15.25. Non ho dato molto peso a quell’urlo e mi sono chiesta che avrei potuto fare? E poi non si capiva neppure da quale appartamento provenisse. Qualche minuto dopo, però, ho sentito una sirena arrivare nella strada sotto casa mia e poi un’altra, e ho sentito i portiere sbattere. Sono scesa in strada ed era pieno di carabinieri e di gente».
È la testimonianza di una donna che abita nel palazzo di via Pastore, nell’appartamento proprio di fronte a quello dove è stato consumato l’omicidio.