Femminicidio di Milena, sconvolta la comunità macedone: «Staremo vicini ai figli»
Lunedì nell'istituto di medina legale di Pavia l'autopsia sulla donna ritrovata ieri senza vita nella sua abitazione in via Pastore. Il marito - in carcere - accusato di omicidio volontario

Marco Vincenti
|1 giorno fa

L'auto dei carabinieri davanti alla palazzina di via Pastore dove è avvenuto il femminicidio - © Libertà/Mauro Del Papa
«Non so cosa sia successo, cosa sia passato nella mente e nel cuore. Non possiamo e non riusciamo capirlo. Adesso dobbiamo stare vicino ai ragazzi che hanno bisogno dell'intera comunità». A parlare con la voce spezza dall'emozione è Aleksandar Ace Poyrazov, presidente Unione macedoni in Italia ancora incredulo rispetto a ciò che è accaduto nel pomeriggio di ieri all'ultimo piano di una palazzina di via Pastore, nel quartiere della Farnesiana a Piacenza.
«Ho ucciso mia moglie». Una telefonata brevissima al 112, poi la fuga verso il cimitero della città, verso la tomba del figlio morto in un incidente stradale nel 2020. È iniziato così il pomeriggio di terrore che ha sconvolto Piacenza. La vittima è Milena Vitanova, 56 anni, trovata senza vita nel soggiorno dell'appartamento di famiglia al sesto piano di una palazzina di via Pastore, nel quartiere Farnesiana. Quando i carabinieri sono entrati in casa, il corpo della donna era riverso vicino al divano. Presentava profonde ferite alle mani e agli avambracci, compatibili con un tentativo di difendersi dall'aggressione.
Per la sua morte è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario il marito, Hako Vitanov, 59 anni, magazziniere. Il giorno dopo il femminicidio tutto tace attorno alla palazzina di via Pastore. Per lunedì è prevista l'autopsia sul corpo della donna nell'istituto di medicina legale di Pavia. Il 59enne prima di essere arrestato si era procurato diverse ferite con un coltello per questo è stato trasportato in serata all'ospedale cittadino.
Oltre al ragazzo deceduto, la coppia aveva altri quattro figli, di cui una minorenne. Al momento del delitto nessuno di loro era nell'abitazione. Massimo riserbo sul movente. Non si esclude che nelle prossime ore vengano ascoltati parenti e conoscenti della coppia per ricostruire il contesto familiare.
Sconvolta la comunità macedone. Oggi è la giornata dello sconforto e del dolore. «Un dolore impossibile da spiegare - chiosa Poyrazov - Siamo di fronte a un gesto che nessuno di noi poteva aspettarsi».
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