«Tornate a casa, tutto si può risolvere»: l'appello del padre di Sonia

L’ultimo messaggio è quello ricevuto dalla nipote, il 20 aprile: «Verso le 23.30 mi ha scritto: "Tutto bene, siamo arrivati", poi più nulla».

Federica Duani
|13 ore fa
Riccardo Bottacchiari, padre di Sonia, intervistato da Marcello Tassi di Telelibertà
Riccardo Bottacchiari, padre di Sonia, intervistato da Marcello Tassi di Telelibertà
1 MIN DI LETTURA
«Da padre vorrei dirle che le voglio bene e di tornare a casa: di qualsiasi cosa si tratti, basta parlarne e si può risolvere. Che pensi ai figli e a loro padre, che li sta cercando». L’appello è di Riccardo Bottacchiari, 79 anni, padre di Sonia Bottacchiari, partita da Castell'Arquato con la figlia sedicenne, il figlio quattordicenne e quattro cani, lo scorso 20 aprile. Da quel momento non si sa più nulla di loro. Papà, Yuri Groppi, e nonno Riccardo non si danno pace e ieri Libertà ha incontrato il padre di Sonia, in località Filagnoni, dove abita.
L’ultimo messaggio è quello ricevuto dalla nipote, il 20 aprile: «Verso le 23.30 mi ha scritto: «Tutto bene, siamo arrivati», poi più nulla». La sua sensazione è che Sonia avesse un contatto, forse a Tarcento, il paese in provincia di Udine a una trentina di chilometri dal confine sloveno, dove la Chevrolet con cui sono partiti è stata ritrovata mercoledì. «Era diventata buddista» ha detto ancora nonno Riccardo che ha parlato proprio di una statua di Budda al piano superiore del fabbricato che Sonia con i figli (la donna è separata dal marito) occupava con il papà, Riccardo, a piano terra. 
Le dimissioni improvvise e la liquidazione in tasca
La “pista buddista” e la Procura indaga per sottrazione di minori
L’ultimo messaggio all’amica: «Mi ha chiesto di una verifica»
Le ipotesi dell’ex marito Yuri Groppi «Temo la scelta di cambiare vita»