Pontenure, cade la giunta del sindaco Giuseppe Carini
La mozione di sfiducia firmata a fine luglio da 4 membri della maggioranza e tre del gruppo di minoranza “Pontenure nel cuore” è stata approvata. Ora il commissario prefettizio

Elisa Malacalza
|5 giorni fa

Il consiglio comunale di Pontenure- © Libertà/Elisa Malacalza
Al termine di un consiglio infuocato e da resa dei conti, durato oltre due ore, con presenti nel pubblico più di cento persone, alle 20.40 di questa sera è caduta ufficialmente l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Carini, eletto solo un anno e due mesi fa, nel giugno 2024. La mozione di sfiducia firmata a fine luglio da 4 membri della maggioranza (Vergilio Claudio Sponga, Ornella Cristalli, Romina Rossi, Matteo Merli di "Voi con noi") e tre del gruppo di minoranza "Pontenure nel cuore" (Angela Fagnoni, Roberto Modenesi, Marco Caminati) è stata approvata dalla maggioranza assoluta aprendo così le porte in via Moschini all’arrivo di un commissario prefettizio che resterà in carica fino alle prossime elezioni comunali nel 2026, quando, in primavera, i pontenuresi torneranno ai seggi insieme al Comune di Ferriere.
Sponga dice: «Siamo stati emarginati, così non potevamo andare avanti». Modenesi rilancia: «La mozione non è un giudizio umano ma politico, non ci sono progetti». Ma Enzo Dotti della minoranza "Un sogno in comune" non ci sta: «È una porcata» e scatta l’applauso. Nel pubblico ci sono infatti numerosi firmatari della mozione partita in paese nei giorni scorsi per chiedere il ritiro della mozione: 505 le firme raccolte.
Il sindaco Carini parla mezz’ora dopo aver ascoltato tutti gli altri consiglieri: «Le conseguenze di questa scelta le pagherà Pontenure, non noi». Applausi e "bravo" dal pubblico. La vicesindaca Domenica Tripodi e la consigliera Elica Petrova aggiungono: «Ce ne andiamo ma a testa alta».
Il consigliere Marco Caminati ("Pontenure nel cuore") dice di aver firmato sì la mozione, ma senza esserne felice: «Una sconfitta per tutti, nessuno esce da qui contento ovviamente. Però non si poteva andare avanti a sentirvi parlare di ruggini».
C’è da scommettere che non finirà qui: non solo per le accuse e le controaccuse andate avanti in tutto il consiglio (con minacce di denuncia e addirittura chi ha segnalato di essersi trovato le gomme squarciate) ma anche per il clima di rottura ormai diventato una spaccatura praticamente inedita.
Ci sono stati infatti commissariamenti per atti giudiziari, inchieste, o per cambiamenti nel Comune (come il Comune nato da fusione in Alta Val Tidone) ma mai negli ultimi anni perché passasse una mozione di sfiducia a un anno dall’elezione di un sindaco. Da una parte e dall'altra sono intanto state annunciate "vie legali" per fare chiarezza sui contrasti che evidentemente non si sono sciolti insieme al consiglio.
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