Pontenure senza sindaco, amarezza tra i residenti: «Abbiamo perso tutti»

Un caso inedito in provincia, mentre in paese si respira amarezza l'ex sindaco preferisce non commentare: «Momento triste»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|4 giorni fa
Edicola presa d'assalto oggi a Pontenure, il giorno dopo la caduta della giunta guidata da Giuseppe Carini- © Libertà
Edicola presa d'assalto oggi a Pontenure, il giorno dopo la caduta della giunta guidata da Giuseppe Carini- © Libertà
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Il giorno dopo la caduta della giunta guidata dall'ormai ex sindaco Giuseppe Carini si respira amarezza e preoccupazione tra le vie di Pontenure. «Solo nel paese dell'asino poteva succedere una cosa del genere» commenta la signora Gabriella. «E' stata una vera porcata, neanche si immaginano cosa vuol dire adesso essere governati da un commissario» afferma un altro residente, in attesa del caffè al bar. Da una parte c'è l'aspetto politico, ma dall'altra - e forse è quella più a cuore delle persone, visto che in paese si conoscono tutti - c'è una dimensione umana da considerare. «Non si meritava una cosa del genere» commenta un'altra residente. «Io alle elezioni ho votato un'altra lista, ma in questi giorni ho convintamente partecipato alla raccolta firme a sostegno di Giuseppe Carini. Abbiamo perso tutti» afferma un altro abitante ancora.
Mentre tra i banchi del mercato e davanti all'edicola di Massimiliano Zocca non si parla d'altro, l'ex primo cittadino preferisce non intervenire. «Non vogliamo fomentare polemiche - trapela -. La mia preoccupazione è per i miei concittadini e per Pontenure. È un momento triste per il paese».
Un caso inedito
Quello accaduto ieri sera nel municipio di Pontenure è un caso inedito: negli anni pochi commissari, e per altri motivi. Nel 2021 toccò a Cerignale e Marsaglia accogliere il commissario mandato sui monti dalla prefettura dopo l’inchiesta-terremoto che aveva travolto i sindaci. Luigi Swich restò fino alle elezioni del 2022. I commissariamenti, a dire il vero, sono stati pochi tra i 46 comuni piacentini, e comunque non se ne ha memoria per una mozione politica di sfiducia. Di tutta altra natura, ad esempio, fu il caso legato alla scelta di Pecorara, Nibbiano e Caminata di fondersi in un unico Comune nel 2018: in attesa del voto che stabilisse il nuovo sindaco di Alta Val Tidone, arrivò Leonardo Bianco ad accompagnare il territorio verso le elezioni. E curioso fu anche una ventina di anni fa l’arrivo di Lorenzo de’ Luca di Pietralata a Cadeo, già commissario di Carpaneto, Monticelli e Gropparello: l’incarico gli toccò causa sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato l’esito elettorale. Ma come «funziona» il commissariamento? Una volta sciolto il consiglio, come accaduto ieri sera, il ministero dell’Interno, informato dalla prefettura, formula la proposta di nomina al presidente della Repubblica per la nomina del commissario. In caso, invece, di morte dei sindaci (come Luigi Francesconi a Gazzola nel 2015 o Giovanni Malchiodi a Ferriere nel 2020) resta in carica il vice.