Antonio Castellini, il Presidente della Repubblica piacentino

Nel famoso spot che ha inaugurato le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina l'attore che interpreta Sergio Mattarella, prima nel tram e poi nella camminata verso San Siro, è piacentino e non è neanche la prima volta che indossa i suoi panni

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|21 ore fa
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la sua controfigura piacentina Antonio Castellini
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la sua controfigura piacentina Antonio Castellini
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Un Presidente della Repubblica piacentino all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali. Stesso taglio di capelli, montatura degli occhiali pressoché identica e medesima eleganza nei movimenti e nelle parole. Da lontano sarebbe sicuramente difficile distinguere le differenze che, come giusto che sia, ci sono. Quelle stesse differenze che al momento delle riprese Antonio Castellini ha saputo nascondere alla perfezione ricevendo anche i complimenti della troupe che si è occupata di girare lo spot che ha dato ufficialmente il via alle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina. D’altronde per il signor Antonio non è stata la prima volta nei panni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, già nel 2019 infatti – nello studio televisivo di Che tempo Che fa – aveva rappresentato il Capo dello Stato all’interno di uno sketch ideato da Luciana Littizzetto. «Un’esperienza simpatica – afferma nel salotto della sua abitazione milanese, lui che è nato e cresciuto fino all’età di 13 anni in via Colombo, a Piacenza cucendo un legame che non si è mai sciolto con la sua terra d’origine - che mai avrei pensato di replicare».
Castellini ha interpretato Mattarella seduto di spalle nel tram – guidato da un tranviere d’eccezione come Valentino Rossi – e poi nella camminata finale verso San Siro. L’emozione più grande? «Quando dopo avermi concesso di fare una foto con lui, mi ha stretto la mano ringraziandomi di avergli alleggerito il lavoro. È stato fantastico». Di quelle 16 ore nei panni del presidente sono tanti i ricordi emozionanti: «Non dimenticherò mai il volto della bambina protagonista del filmato quando ha scoperto che non ero io il vero presidente e non dimenticherò mai quando Mattarella ha voluto che partecipassi alla foto di rito terminate le riprese: un gesto semplice, ma carico di valore umano». Solo ieri l’ultima grande sorpresa: «Mia moglie mi chiama per dirmi che è arrivata una raccomandata – racconta Castellini -, ho subito pensato a una multa e invece era firmata dal Presidente della Repubblica – conclude mentre gli occhi si fanno piano piano sempre più lucidi – all'interno una sua foto con dedica. L’ennesimo gesto inaspettato e non dovuto che mi ha riempito il cuore di gioia».
Neanche a dirlo, la vita di Castellini in questi giorni è stata completamente stravolta: «Mi stanno chiamando da tutta Italia, ammetto che alla mia età è anche un po’ provante - si confida -, diciamo che è bello e allo stesso tempo faticoso tra interviste e ospitate televisive. Nulla però scalfisce l’orgoglio di aver rappresentato un presidente così amato. Naturalmente – ride - se mi avessero chiesto di interpretare Putin avrei rifiutato».
Il legame profondo con Piacenza
«Sono un ragazzo di strada nato e cresciuto all’ombra della Lupa in un palazzo tra via Colombo e via Trento» il ricordo di Antonio Castellini che all’età di 13 anni si è trasferito prima nel Varesotto per esigenze lavorative del padre musicista. Poi l’arrivo a Milano che, al netto dei viaggi per lavoro, non ha mai lasciato. «Provengo da una famiglia di artisti con un profondo legame con il teatro e in particolare con la Filodrammatica piacentina – continua Castellini -. A Piacenza ci sono ancora le mie nipoti a cui voglio un gran bene e appena possibile ritorno per mangiare un buon piatto di tortelli o per assistere a uno spettacolo teatrale. Tra i fattori che mantengono intatto il legame con il nostro territorio il rapporto con il giornalista e critico cinematografico Giulio Cattivelli: «Una persona straordinaria che ho avuto l’onore di aver avuto come insegnante di italiano alle medie e poi come amico – le sue parole -, un rapporto così intenso che mi ha portato a volerlo come testimone di nozze». «Da giovane ero molto timido e non avrei mai pensato di esibirmi davanti a un pubblico o a fare qualsiasi tipo di comparsata – sottolinea Antonio -, ora dopo queste avventure mi piace pensare che sia i miei genitori che Giulio siano orgogliosi di me e che sorridano da lassù».