Addio all'orafo Damiani «I suoi gioielli per il mondo»

Aveva 60 anni. Da Piacenza era riuscito a conquistare la Costa Smeralda. A maggio, il sogno realizzato: il “Tesoretto” a Bobbio

Elisa Malacalza
Elisa Malacalza
|5 ore fa
Roberto Damiani
Roberto Damiani
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Roberto Damiani aveva capito a quindici anni che il lavoro delle mani sarebbe stato il suo destino. Figlio di un operaio dell’Eridania di Sarmato e di una madre instancabile, era cresciuto in fretta riparando biciclette, senza immaginare che sarebbe diventato un orafo apprezzato da Piacenza alla Costa Smeralda. Non solo artigiano dell’oro e delle pietre, ma anche pittore, pescatore e maestro per giovani apprendisti, a maggio aveva aperto il suo “Tesoretto” a Bobbio, scelta come luogo dell’anima. «Sarà il mio ultimo atelier», aveva detto: lo è stato davvero. A 60 anni, dopo una diagnosi arrivata a giugno, è morto lasciando un grande vuoto. Umile e gentile, orgoglioso di un bracciale in oro bianco con diamanti e acquamarina che gli valse il titolo di “chef dell’oro”, credeva che l’arte superasse ogni concorrenza e persino la morte. La sua socia Annunziata Aquilino, commossa, annuncia: «Porterò avanti l’atelier per lui, perché la sua arte non può morire. Roberto era un umile, ma ha fatto gioielli per tutto il mondo».