Tarasconi su piazza Cittadella: «Restando immobili, la città non cresce»
La sindaca interviene dopo la sospensione della penale da parte del giudice e critica l'opposizione
Redazione Online
|9 giorni fa

Tre anni fa «i cittadini ci hanno dato fiducia chiedendoci di fare, non di battere palla come al solito».
È con queste parole che la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi riassume lo spirito con cui l’amministrazione di centrosinistra ha affrontato il tema più controverso della città: il futuro di Piazza Cittadella e la realizzazione del parcheggio sotterraneo.
La prima cittadina, che torna a intervenire dopo le recenti polemiche seguite al pronunciamento del tribunale e allo stop alla diffida del Comune, rivendica la linea seguita dal suo esecutivo. «Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma tra i vari impegni che ci siamo assunti c’era anche quello di sbloccare opere ferme da decenni e riportare Piacenza a crescere. Su piazza Cittadella abbiamo lavorato con un obiettivo semplice e trasparente: realizzare il parcheggio che Piacenza attende da anni».
Secondo la sindaca, la situazione ereditata dall’attuale amministrazione era di sostanziale paralisi. «Abbiamo rimesso ordine dove c’era confusione, recuperato risorse che erano state lasciate per strada e riattivato un percorso che altri avevano abbandonato. L’immobilismo degli anni precedenti ha prodotto un danno reale alla città, bloccandone le opportunità e lasciando irrisolto un problema che non poteva fare altro che ingigantirsi».
A chi l’accusa di essere stata troppo ostinata sul progetto, Tarasconi risponde: «La pratica era ed è talmente complessa che qualsiasi amministrazione seria avrebbe dovuto affrontare serie difficoltà. Noi abbiamo scelto di provarci, perché il dovere di chi governa non è girarsi dall’altra parte, ma affrontare i nodi irrisolti, anche quando sono difficili, anche quando non conviene sul piano elettorale».
Al centro della vicenda resta il contratto di concessione con Piacenza Parcheggi, in vigore dal 2012. «In uno Stato civile, i contratti o si onorano o si risolvono. Non ci sono terze vie, non ci sono scuse», sottolinea la sindaca. «Abbiamo valutato ogni possibilità e ci siamo mossi di conseguenza: il concessionario aveva titolo a operare come tale, e abbiamo consegnato l’area. Via al cantiere quindi, come prevede il contratto stesso. Ma non certo a tutti i costi: se fossero venute meno le condizioni ritenute indispensabili dagli uffici, saremmo andati nella direzione della risoluzione. Così è stato, avendo però fatto prima tutto quel che andava fatto».
Oggi, la situazione è in sospeso: «Siamo in attesa che i vari iter facciano il loro corso», ribadisce Tarasconi, «ma lo facciamo dopo aver agito in modo coerente con i doveri dell’amministrazione».
Il passaggio più polemico è riservato all’opposizione di centrodestra, accusata di incoerenza e di «tifo da stadio». «Prima chiedeva di risolvere il contratto, e oggi critica la decisione di muoversi in questo senso se non verranno rispettati i termini. È la dimostrazione che non si vuole costruire ma soltanto ostacolare, lucrando politicamente sulle difficoltà di un percorso che si sapeva essere complesso», afferma la sindaca.
Poi l’affondo: «La stessa opposizione, quando era al governo della città, non è stata in grado nemmeno di mettere le basi per una possibile soluzione di qualsiasi tipo: niente chiusura del tavolo tecnico, niente incasso dei canoni arretrati, niente consegna delle aree, niente risoluzione del contratto. Niente di niente. Ma oggi picchia duro ogni giorno accusandoci di sbagliare tutto, sempre e comunque».
Secondo Tarasconi, questa strategia si traduce in «un tifo contro Piacenza, contro i piacentini. E a pagarne il prezzo sono, per l’appunto, i cittadini».
La sindaca respinge anche le accuse di scarsa trasparenza e i sospetti su presunti interessi poco chiari. «Sono illazioni gravissime, irricevibili, che continuano sotto traccia. È tutto falso. Ogni passo è stato compiuto nel pieno rispetto delle regole e delle strategie per tutelare l’ente, che è la nostra priorità».
Il punto, ribadisce, è che «se si resta immobili, se si dice no a tutto, la città non cresce. Cresce con le idee, con il coraggio, con la responsabilità di chi decide e agisce».
Poi un ultimo attacco alla precedente amministrazione di centrodestra: «Non facciamo certo gli opossum come la scorsa amministrazione che su questa partita si è finta morta per cinque anni, salvo risorgere con rinnovata grinta una volta all’opposizione. Invitiamo tutte le forze a misurarsi sui fatti e sui dati: Piacenza viene prima di qualsiasi bandiera. Piacenza merita una politica che guarda avanti, non una che si compiace delle difficoltà».
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