Donna e figli scomparsi, si va verso l'ipotesi del sequestro di persona
La modifica del capo di imputazione permetterebbe di ampliare le modalità delle indagini

Marcello Tassi
|2 giorni fa

Sono ormai 18 giorni non si hanno più notizie di Sonia Bottacchiari e dei suoi due figli adolescenti, e oggi è il quarto giorno di ricerche a Tarcento in provincia di Udine, dove è stato allestito il centro di coordinamento ricerche.
Novità investigative
Potrebbero esserci, nelle prossime ore, importanti novità sotto il profilo investigativo: la Procura di Piacenza al momento procede per sottrazione di minori, reato che prevede una pena da uno a tre anni, ma sarebbe al vaglio l'ipotesi di modificare il capo di imputazione in sequestro di persona, reato molto più grave. Una circostanza che permetterebbe di allargare le modalità di indagine garantendo ai carabinieri notevoli e più ampi margini di manovra rispetto alla sola localizzazione delle celle telefoniche, grazie alle quali si è giunti a individuare l'auto della famiglia in un parcheggio di Tarcento. In particolare, si potrebbero analizzare tutti i dispositivi della donna andando a ritroso fino a due anni, verificando dunque tutti i contatti avuti nell'ultimo periodo per capirne le reali intenzioni.
Verifica delle segnalazioni
Intanto proseguono le ricerche e le verifiche delle segnalazioni giunte ai carabinieri di Udine. Tra queste ce n'è stata una considerata particolarmente interessante e attendibile. Si tratta di quella di un escursionista che ha rivelato di aver incontrato la comitiva - anche coi 4 cani di famiglia - in una località montana del Friuli Venezia Giulia. Immediatamente sono state fornite le coordinate ai soccorritori e all'equipaggio dell'elicottero dei vigili del fuoco che anche stamattina sta sorvolando le montagne della zona. Purtroppo l’avvistamento ha portato a un nulla di fatto e la verifica ha avuto esito negativo.
Le ipotesi
Tra le ipotesi avanzate circa la scomparsa della donna e dei due figli c'è quella della volontà di un cambio di vita o comunque di un desiderio di voltare pagina in un periodo magari non facile. C'è anche il sospetto che una terza persona potrebbe averli aiutati logisticamente, e che forse è con loro in questi momenti. E poi c'è l’ipotesi delle comunità buddhiste presenti su queste montagne.
Il padre dei ragazzi, Yuri, ha anche ipotizzato che possano trovarsi in qualche casetta abbandonata nei boschi, vista l’attrezzatura che la famiglia si era portata dietro prima di sparire: avevano acquistato acquistato filo da pesca, Walkie Talkie (presumibilmente per comunicare nei boschi senza essere rintracciati) e sale per attirare animali selvatici. Tutto lascia presagire che fossero pronti a trascorrere un periodo nei boschi.
Il padre dei ragazzi, Yuri, ha anche ipotizzato che possano trovarsi in qualche casetta abbandonata nei boschi, vista l’attrezzatura che la famiglia si era portata dietro prima di sparire: avevano acquistato acquistato filo da pesca, Walkie Talkie (presumibilmente per comunicare nei boschi senza essere rintracciati) e sale per attirare animali selvatici. Tutto lascia presagire che fossero pronti a trascorrere un periodo nei boschi.
L'appello della nonna paterna
In mattinata Cristina Gandolfi, la nonna paterna dei ragazzi scomparsi ha lanciato un nuovo appello: «Ragazzi, vi prego, tornate. Vi vogliamo bene, non vediamo l’ora di rivedervi». Insieme ai nonni sono arrivate a Tarcento alcune operatrici dell’associazione Penelope, che offre supporto psicologico alle famiglie di persone scomparse, per affiancare la famiglia Groppi in questo difficile momento di attesa. Nella mattinata il padre Yuri e un parente sono partiti per le ricerche nei boschi, mentre i nonni sono rimasti al campo base.
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