Case di Rocco, il Comune: «Urgenza di sicurezza, ma contattata la Soprintendenza»
Sulla vicenda dell'edificio di via Emilia Pavese in stato di degrado e abbandono interviene l'assessore all’Urbanistica Adriana Fantini
Redazione Online
|9 ore fa

Case di Rocco
«Credo sia doveroso, in merito alla situazione dell’immobile di Case di Rocco in condizioni di assoluto degrado e abbandono, fare ulteriore chiarezza sulle procedure messe in atto dal Comune». A intervenire sul tema è l’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini, che precisa: «L’ordinanza di demolizione, sottoscritta il 28 settembre, rispondeva all’urgenza improrogabile di mettere in sicurezza l’area, tutelando innanzitutto i residenti delle palazzine adiacenti all’edificio in stato di fatiscenza, di cui il sopralluogo condotto dai Vigili del Fuoco aveva decretato la pericolosità. Questo è il primo compito dell’Amministrazione: proteggere i propri concittadini, per i quali l’alternativa a breve termine, per noi inaccettabile, poteva essere solo l’evacuazione dalle loro abitazioni».
«Contestualmente alla pubblicazione dell’ordinanza – spiega Fantini – il Servizio Edilizia ha avviato (in primis telefonicamente, per accelerare i tempi) l’interlocuzione con la Soprintendenza, notificando in data 1° ottobre una richiesta formale di documentazione finalizzata all’acquisizione del parere sul valore storico e architettonico dell’immobile. Una lettera inviata, per opportuna e necessaria conoscenza, anche all’Istituto Vendite Giudiziarie di Parma e Piacenza per la sospensione immediata delle procedure di demolizione, ferme restando tutte le altre misure di sicurezza già messe in atto».
La risposta della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza è arrivata il giorno stesso, giovedì 1° ottobre, confermando il dubbio posto dal Comune: ovvero che l’edificio di Case di Rocco, di titolarità non più privata ma dell’Erario dello Stato, fosse pertanto soggetto agli articoli 10-12 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, in quanto stabile di proprietà pubblica e con oltre 70 anni di età. Conclude l’assessora all’Urbanistica: «Nel ringraziare la Soprintendenza per il tempestivo riscontro e chi, come Italia Nostra, ha sottolineato la necessità di conciliare l’incolumità pubblica con la conservazione del patrimonio storico della collettività, mi premeva chiarire che questo stesso approccio è stato adottato dall’Amministrazione sin dall’inizio. Da una parte intervenendo per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei residenti nella zona, primo e inderogabile dovere del Comune; dall’altra, attivandosi immediatamente per verificare che l’immobile in questione – su cui un precedente parere della Soprintendenza, emesso nel 2018 quando la proprietà era ancora privata, non aveva rilevato elementi di interesse storico e culturale – non fosse ora, in quanto bene erariale, soggetto a vincoli Ope Legis».
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