Maria Suarez, da Maracaibo a Piacenza con scalo in Spagna
La protagonista di Storie di voi di questa settimana è Maria Suarez, pilota di linea, Primo Ufficiale di easyJet: nata ai Caraibi, ora vive a Piacenza

Danilo Di Trani
|22 ore fa

«Questo è sempre stato il mio sogno, da quando ero bambina», brillano gli occhi di Maria Suarez, mentre racconta la sua passione per il volo nella rubrica settimanale Storie di voi, l’appuntamento fisso ogni sabato all’interno del TGL su Telelibertà, canale 76. Sarebbe difficile trovare un profilo che si addica meglio all’espressione «cittadina del mondo»: nata ai Caraibi da madre italiana e padre spagnolo, ha girato il mondo, vivendo in Spagna e in Italia, ha studiato e lavorato all’estero e adesso vive a Piacenza «mi sono trasferita qui da diversi anni, perché il mio compagno è piacentino, conosciuto a Londra».
Mi trovo bene, la città mi piace ed è anche molto comodo arrivare agli aeroporti milanesi, soprattutto Linate». Durante la simulazione di volo nel centro CAE Milan vicino Malpensa, la pilota spiega quando è scoccata la scintilla che l’ha fatta innamorare dei cieli «ero su un volo dal Venezuela alla Spagna, in quel momento ho deciso che avrei fatto di tutto per guidare un aereo». Adesso lavora per easyJet, ma sono già numerose le esperienze lavorative nel suo curriculum «è il lavoro più bello del mondo, sicuramente i viaggi lunghi sono più ostici, infatti io preferisco quelli brevi. Non è facile, hai una responsabilità enorme sulle spalle, devi prestare attenzione a ogni minimo particolare.
Questo mi piace, perché amo sentirmi occupata, sempre con qualcosa da fare». Chi ama il volo, adora l’adrenalina «gli attimi che precedono il distacco dell’aereo dalla pista e il momento in cui l’aereo si libra nel cielo sono i più emozionanti. Ogni volta mi dà la carica: il rombo dei motori e in pochi secondi ti ritrovi tra le nuvole. È sempre incredibile. Anche i fenomeni atmosferici mi affascinano molto: i temporali sono spettacolari da ammirare mentre sei in volo, ovviamente quando sei a una distanza di sicurezza» precisa Suarez.
E per i piloti non mancano le situazioni assurde, ad alta quota e non «una volta, anni fa, ci fu un momento surreale prima della partenza, molto divertente. Avevamo spiegato alla signora che il suo bagaglio non poteva essere caricato in cabina, ma era necessario trasportarlo in stiva. Non so per quale motivo, forse per la lingua diversa, la signora era convinta che volessimo portare lei in stiva. Abbiamo impiegato mezz’ora per farle capire che in stiva sarebbe andata solo la valigia e ovviamente non lei! A distanza di molti anni, ridiamo ancora quando ricordiamo tra noi colleghi questo episodio a dir poco singolare».

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