Da via Illica al mondo, l’ultimo saluto all'imprenditore Pier Luigi Ruggeri

Trasferitosi a Lugano nel 1970, costruì una solida attività immobiliare internazionale senza mai perdere il legame con la sua Piacenza

Filippo Lezoli
|19 ore fa
Pier Luigi Ruggeri attorniato dalla famiglia
Pier Luigi Ruggeri attorniato dalla famiglia
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Se n'è andato a 90 anni Pier Luigi Ruggeri, imprenditore nel settore immobiliare e piacentino profondamente legato alla sua città, anche dopo aver trascorso gran parte della vita lontano da essa.
Nato e cresciuto in via Illica, a pochi passi da piazza Cavalli, dopo il diploma al Romagnosi e la laurea in Economia a Parma iniziò a lavorare al Banco Ambrosiano di Piacenza. Successivamente operò a Milano e poi a Lugano, dove si trasferì nel 1970 sviluppando un'importante attività immobiliare e finanziaria con investimenti che spaziavano dalla Svizzera al Canada. Tra le sue esperienze imprenditoriali anche iniziative allora innovative condivise con l'amico Piero Sartori.
Pur vivendo all'estero, non smise mai di sentirsi piacentino. Socio del Circolo dell'Unione, conservava nella sua abitazione di Lugano numerosi ricordi della città, tra cui una fotografia dell'Olimpia, la squadra di basket in cui aveva giocato da giovane e alla quale rimase sempre affezionato.
La figlia Caterina ricorda i racconti del padre sulla Piacenza della guerra, della Liberazione e delle estati trascorse lungo il Po. «Il suo tratto distintivo era la convivialità», racconta. Tra le passioni che lo accompagnarono per tutta la vita anche il Piacenza Calcio, gli amici di sempre e il forte legame con le proprie radici.
Particolarmente intenso il rapporto con la moglie Anna Pizzi, conosciuta ai tempi della scuola superiore e sposata da 60 anni. Lo scorso settembre avevano celebrato insieme le nozze di diamante.
Pier Luigi Ruggeri lascia la moglie Anna e i figli Ilaria, Caterina e Gianluigi, che oggi porta avanti l'attività dello Studio Fiduciario Immobiliare fondato dal padre. Le esequie si sono svolte nella chiesa di San Martino a Rivalta, dove Ruggeri aveva voluto realizzare la cappella di famiglia.

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