Bando dialetti, Borgonovo e Calendasco scelti in Regione
I progetti nei due comuni saranno tra i 23 destinatari del finanziamento regionale per la tutela e la valorizzazione delle parlate locali in quanto patrimonio culturale diffuso
Redazione Online
|9 ore fa

Parla piacentino uno degli esempi più originali del bando regionale sui dialetti: con il progetto “Dialetto senza confini”, ideato a Borgonovo, le specialità locali come pisaréi e fasö e burtleina diventano strumenti per avvicinare gli studenti alla lingua del territorio, tra graphic novel e musica rap. Un’iniziativa che unisce tradizione e linguaggi contemporanei, pensata per coinvolgere le nuove generazioni.
Accanto a Borgonovo, tra i progetti sostenuti nel Piacentino figura anche quello promosso dal Comune di Calendasco - “A Piaseinza sum fatt acsé. Antropologia piacentina attraverso il dialetto”, a conferma dell’attenzione verso un patrimonio culturale diffuso e radicato nelle comunità locali.
Complessivamente sono 23 le iniziative finanziate dalla Regione Emilia-Romagna con un investimento di 100mila euro, destinate alla tutela e valorizzazione dei dialetti. La distribuzione territoriale vede Bologna e Ravenna con cinque progetti ciascuna, Rimini con quattro e Reggio Emilia con tre, mentre Parma e Piacenza contano due iniziative a testa. Sette progetti, quasi un terzo, provengono inoltre da aree interne o montane.
Le proposte selezionate dalla Giunta regionale coniugano strumenti innovativi – podcast, archivi digitali, mappe interattive – e forme più tradizionali come teatro, performance e laboratori. I criteri di scelta hanno premiato qualità, innovazione e capacità di generare ricadute concrete sul territorio, anche grazie al coinvolgimento di scuole, università, musei e realtà culturali.
“I dialetti – sottolinea l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni – sono un patrimonio che va custodito e tramandato. Appartengono alla nostra storia e alla nostra identità. Sono un ponte tra generazioni e culture e una leva di coesione comunitaria”.
Nel dettaglio, il 60% delle attività riguarda produzioni artistiche, editoriali e multimediali, il 30% iniziative didattiche e intergenerazionali e il restante 10% studi e ricerche. Un elemento trasversale è la trasmissione tra generazioni, con giovani e anziani coinvolti insieme. Il dialetto emerge così non solo come memoria del passato, ma come risorsa viva, capace di rafforzare il legame con il territorio e favorire la partecipazione della comunità.

