Il fiorenzuolano Davide Rigoni, co-autore del libro su Ayrton Senna
La pubblicazione rivela l’uomo oltre il mito sportivo del campione morto in pista nel '94
Donata Meneghelli
|5 giorni fa

Del grande pilota Ayrton Senna, diventato mito anche per la sua morte in pista nel ‘94, si conosce quasi tutto, specie della sua carriera sportiva che lo vide tre volte campione del mondo in Formula 1. Ma c’è un libro che ci presenta il campione nel suo lato più intimo: "Ayrton. Storie fuori pista”, pubblicato di recente da Bolis edizioni. Lo ha scritto Davide Rigoni, di Fiorenzuola, a quattro mani con Matteo Orsi, il figlio di Angelo Orsi, celebre fotografo sportivo che nel 1983 conobbe l’allora giovane e promettente Ayrton Senna, con il quale iniziò una stretta collaborazione professionale che si trasformò subito in profonda amicizia. I due autori presenteranno il volume mercoledì’ sera 11 marzo a Il Boccio, nel bocciodromo comunale. L’evento è organizzato con il Mondadori bookstore di Fiorenzuola. Dialogheranno con gli autori, l’assessore allo sport e cultura Massimiliano Morganti e il giornalista Simone Carpanini. Rigoni, fiorenzuolano, lavora nell’import- export, ma coltiva la passione per la scrittura tanto che ha già dato alle stampe due romanzi: il documentatissimo “La gola del diavolo. Giallo nel Vajont” e il thriller “L’ombra dell’Acchiappasogni”.
Rigoni ha avuto l’idea di dar voce ai ricordi di Matteo Orsi su Ayrton, “per raccontare l’uomo dietro al mito. Matteo ai tempi in cui il padre Angelo diventa amico di Ayrton e suo fotografo ufficiale, è un adolescente - spiega Rigoni - Senna in quel periodo divenne un assiduo frequentatore di casa Orsi che non mancava di visitare ad ogni suo viaggio in Italia. Per Matteo non era più solo un idolo sportivo, ma una sorta di fratello maggiore. Nel libro ho raccolto e tradotto in forma narrativa, gli aneddoti che a sua volta mi ha raccontato Matteo e che spaziano dalla semplicità delle cene in famiglia, a casa o al ristorante, alle serate davanti alla tv a situazioni divertenti. Ci sono inoltre le testimonianze sui come Ayrton vivesse il rapporto con i colleghi. Si arriva al racconto dell’ultimo incontro tra Mateu - come lo chiamava Ayrton - e il grande pilota che morì in pistaneg Gran premio di Formula 1 a Imola, il 1° maggio del 1994. In quel momento Matteo era in caserma a Modena, perchè stava facendo l’anno del servizio militare. Suo padre Angelo passò la notte barricato in redazione per cercare di costruire insieme ai colleghi un'edizione di Autosprint che suo malgrado passerà alla storia”.
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