Per “The Odyssey” Zendaya in Matières Fécales e Schiapparelli
Per il lancio a Londra e a New York del film di Christopher Nolan l’attrice ha anche sfoggiato Vuitton, Valentino, Ferretti e Givenchy
Giulia Marzoli
|20 ore fa

Una scena del film The Odyssey di Christopher Nolan © ANSA
C’è chi ha atteso con impazienza The Odyssey di Christopher Nolan e chi, nel frattempo, non si è perso nemmeno un look di Zendaya. Negli ultimi giorni il press tour del kolossal è diventato quasi uno spettacolo nello spettacolo: da Londra a New York, ogni tappa è stata seguita con la stessa curiosità riservata al film, complice la coppia ormai collaudata formata dall’attrice e dal suo stylist Law Roach.
D’altronde oggi un press tour non serve più soltanto a promuovere un film. È un modo per prolungarne il racconto, per far entrare il pubblico nella sua atmosfera ancora prima dell’uscita in sala. Moda e cinema dialogano sempre più spesso e, quando questa sintonia funziona, ogni red carpet diventa un pezzo della narrazione.
Con The Odyssey è successo proprio questo. Per l’occasione Law Roach ha costruito un guardaroba ispirato al method dressing, la tendenza che porta gli attori a richiamare, attraverso gli abiti, il mondo del film che stanno presentando. Nel caso di Zendaya il riferimento era Atena, la dea che interpreta nella pellicola, ovviamente senza mai cadere nel semplice travestimento. Drappeggi morbidi, silhouette scolpite, dettagli metallici e gioielli dall’estetica classica hanno evocato l’immaginario dell’antica Grecia con un linguaggio contemporaneo, in modo che ogni città aggiungesse un tassello diverso al racconto.
D’altronde oggi un press tour non serve più soltanto a promuovere un film. È un modo per prolungarne il racconto, per far entrare il pubblico nella sua atmosfera ancora prima dell’uscita in sala. Moda e cinema dialogano sempre più spesso e, quando questa sintonia funziona, ogni red carpet diventa un pezzo della narrazione.
Con The Odyssey è successo proprio questo. Per l’occasione Law Roach ha costruito un guardaroba ispirato al method dressing, la tendenza che porta gli attori a richiamare, attraverso gli abiti, il mondo del film che stanno presentando. Nel caso di Zendaya il riferimento era Atena, la dea che interpreta nella pellicola, ovviamente senza mai cadere nel semplice travestimento. Drappeggi morbidi, silhouette scolpite, dettagli metallici e gioielli dall’estetica classica hanno evocato l’immaginario dell’antica Grecia con un linguaggio contemporaneo, in modo che ogni città aggiungesse un tassello diverso al racconto.

A Londra Zendaya ha sfoggiato un abito Schiaparelli Haute Couture con un busto scolpito che ricordava una statua di marmo; a Parigi ha scelto una creazione Louis Vuitton ricamata con elementi metallici. Per la chiusura del tour, a New York, ha invece sorpreso con un abito bianco firmato Matières Fécales, caratterizzato da grandi ali, che in poche ore è diventato una delle immagini più condivise dell’intera promozione.
Nel mezzo si sono alternati look firmati Jacquemus, Givenchy, Valentino, Alberta Ferretti e Pamella Roland, tutti accomunati da richiami più o meno espliciti all’universo dell’Odissea. Anche gli accessori hanno avuto un ruolo importante.
Per una delle tappe londinesi del tour Zendaya ha indossato orecchini realizzati con antichi dischi d’oro persiani, risalenti al I millennio a.C. La scelta ha acceso un dibattito sull’utilizzo di reperti archeologici nella moda contemporanea: c’è chi ha criticato l’impiego di oggetti di valore storico su un red carpet e chi, invece, ha ricordato che i reperti erano già stati trasformati in gioielli. In ogni caso, anche un dettaglio del look è riuscito a far parlare ben oltre la première. È probabilmente questa la ragione del successo del press tour. Non solo gli outfit sono diventati virali sui social, ma hanno dato vita a un racconto coerente, capace di alimentare l’attesa e di accompagnare il pubblico dentro l’universo del film ancora prima dell’uscita.
Alla fine, il press tour è riuscito a conquistare uno spazio tutto suo. E Zendaya, insieme a Law Roach, ha di nuovo dimostrato che la moda può essere molto più di un complemento al red carpet, diventando un vero e proprio strumento di narrazione, capace di accompagnare e ampliare il racconto di un film.
Nel mezzo si sono alternati look firmati Jacquemus, Givenchy, Valentino, Alberta Ferretti e Pamella Roland, tutti accomunati da richiami più o meno espliciti all’universo dell’Odissea. Anche gli accessori hanno avuto un ruolo importante.
Per una delle tappe londinesi del tour Zendaya ha indossato orecchini realizzati con antichi dischi d’oro persiani, risalenti al I millennio a.C. La scelta ha acceso un dibattito sull’utilizzo di reperti archeologici nella moda contemporanea: c’è chi ha criticato l’impiego di oggetti di valore storico su un red carpet e chi, invece, ha ricordato che i reperti erano già stati trasformati in gioielli. In ogni caso, anche un dettaglio del look è riuscito a far parlare ben oltre la première. È probabilmente questa la ragione del successo del press tour. Non solo gli outfit sono diventati virali sui social, ma hanno dato vita a un racconto coerente, capace di alimentare l’attesa e di accompagnare il pubblico dentro l’universo del film ancora prima dell’uscita.
Alla fine, il press tour è riuscito a conquistare uno spazio tutto suo. E Zendaya, insieme a Law Roach, ha di nuovo dimostrato che la moda può essere molto più di un complemento al red carpet, diventando un vero e proprio strumento di narrazione, capace di accompagnare e ampliare il racconto di un film.

