In "Gunsen", sette clan in guerra per il controllo di una grande fortezza

Si tratta di un gioco di strategia con una forte competizione, la conquista della roccaforte di Toshi Rando permette il controllo

Carlo Chericoni
|22 ore fa
"Gunsen, battaglia per Toshi Rando"
"Gunsen, battaglia per Toshi Rando"
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Film, serie tv e videogiochi di successo sono ormai una miniera inesauribile di idee per gli editori di giochi da tavolo, sempre più spesso pronti a sfruttare la popolarità di personaggi e ambientazioni già conosciuti dal grande pubblico. Ma non è sempre stato così. In passato c’era anche chi scommetteva sulla creazione di universi originali, abbastanza ricchi e articolati da diventare lo scenario di giochi molto diversi tra loro. Uno degli esempi più riusciti è “La Leggenda dei Cinque Anelli”.
La storia comincia nel 1995, quando il successo di “Magic: l’Adunanza” aveva già scatenato la mania dei giochi di carte collezionabili. Anche l’americana Alderac Entertainment Group, o AEG, decide di cavalcare il fenomeno, ma lo fa creando un’ambientazione originale: Rokugan, un impero fantastico ispirato soprattutto al Giappone feudale, con influenze di altre culture asiatiche. Qui sette grandi clan si contendono territori e prestigio attraverso guerre, intrighi e alleanze politiche. Un mondo popolato da samurai, diplomatici e monaci, ma anche da spiriti e creature soprannaturali, dove un matrimonio combinato può avere conseguenze importanti quanto una battaglia tra eserciti.
A distinguere il nuovo gioco di carte dalla concorrenza è soprattutto un’idea originale: i risultati dei tornei ufficiali possono influenzare gli sviluppi della storia, tanto che i vincitori delle competizioni più importanti arrivano a decidere il destino di personaggi e interi clan. Nel 1997 arriva anche un gioco di ruolo, al quale si affiancano nel tempo board game, romanzi e racconti che contribuiscono ad arricchire ulteriormente l’universo narrativo.
Tra i titoli più recenti ambientati in questo universo c’è “Gunsen: Battaglia per Toshi Ranbo”, un gioco di strategia in cui i clan si contendono il controllo di una fortezza di grande importanza. Gli scontri diretti e la conquista del territorio hanno quindi un ruolo centrale, con una competizione che può risultare frustrante per chi mal sopporta di vedere vanificati i propri piani dagli avversari o non ama fare altrettanto nei loro confronti. Sarebbe però un errore considerare “Gunsen” una versione più complessa di “Risiko!”, perché la forza militare è soltanto una delle strade che possono condurre alla vittoria.
A vincere è infatti chi raggiunge per primo sette traguardi,
ciascuno legato a una condizione precisa, come vincere una battaglia da attaccante, costruire due edifici, ottenere tre segnalini villaggio o completare un obiettivo specifico del proprio clan. Alcuni possono essere completati due volte, mentre il controllo della fortezza di Toshi Ranbo permette di ottenere due traguardi: uno per averla conquistata, che rimane acquisito, e uno per mantenerne il controllo, che viene perduto se un avversario riesce a impossessarsene. Non esiste quindi un’unica strada per vincere, ma bisogna decidere su quali obiettivi concentrarsi, tenendo sempre d’occhio le mosse degli avversari.
Un gioco di strategia
Un gioco di strategia
A rendere ancora più interessante la corsa verso la vittoria è il sistema con cui si organizzano le proprie azioni. A ogni turno si sceglie una carta fra cinque disponibili e la si inserisce in una delle quattro colonne della propria plancia: l’armeria permette di migliorare le capacità in battaglia, il reclutamento di schierare e spostare le truppe, l’influenza di accumulare risorse per le azioni speciali e l’espansione di costruire edifici e acquistare carte Tattica. Quando si colloca una carta, però, non si esegue soltanto il suo effetto: si riattivano anche tutte quelle già presenti nella stessa colonna. Più questa viene sviluppata, più azioni si riescono a compiere in un turno.
L’istinto porterebbe a concentrarsi su poche colonne per renderle sempre più efficaci, ma farlo significa trascurare altre attività che potrebbero essere decisive per raggiungere i sette obiettivi necessari alla vittoria. A complicare ulteriormente le scelte c’è la possibilità di utilizzare una carta, anziché inserirla nella colonna corrispondente, per compiere una delle tre “azioni nobili”. Queste permettono, tra le altre cose, di reclutare potenti eroi o ottenere ordini speciali. Ciascuna può essere eseguita una sola volta durante la partita e riuscire a sfruttarle tutte consente di conquistare un altro traguardo.
Sulla mappa, però, non ci sono soltanto eserciti nemici. I villaggi permettono di ottenere risorse o rinforzi, i santuari offrono potenziamenti alle proprie azioni e le torri di guardia consentono di trasferire rapidamente le truppe da una zona all’altra. Vantaggi preziosi in una sfida in cui anche le battaglie richiedono qualcosa di più della superiorità numerica. A decidere gli scontri contribuiscono infatti il lancio dei dadi, i potenziamenti acquisiti e gli eroi schierati, ciascuno con capacità particolari. Questi ultimi, insieme alle carte e alle abilità esclusive dei sette clan, rendono ogni fazione diversa dalle altre e ampliano le possibilità di gioco.
La soddisfazione maggiore di “Gunsen” arriva quando una strategia preparata per diversi turni dà finalmente i suoi frutti, magari attraverso una combinazione di azioni capace di ribaltare gli equilibri della partita. C’è poi la tensione di vedere gli avversari avvicinarsi alla vittoria, che obbliga a rivedere continuamente i propri piani e a cogliere ogni occasione per guadagnare terreno. Le regole sono piuttosto lineari, ma per padroneggiare il sistema di gioco serve una certa esperienza con i giochi da tavolo moderni oppure la pazienza di affrontare qualche partita di apprendistato. Uno sforzo ripagato da una sfida avvincente, ricca di scelte e colpi di scena. L’ambientazione aggiunge fascino, ma il sistema di gioco funziona benissimo anche per chi non conosce “La Leggenda dei Cinque Anelli”.
"Champions of Rokugan"
"Champions of Rokugan"
LA LEGGENDA DEI CINQUE ANELLI. OLTRE TRENT'ANNI DI AVVENTURE
L’universo fantastico della “Leggenda dei Cinque Anelli” non è fatto soltanto di guerre tra samurai, ma anche di intrighi politici, missioni di spionaggio e commerci. Una varietà che ha permesso di ambientare nell’impero di Rokugan giochi molto diversi tra loro, affiancando al gioco di carte collezionabili del 1995 e al successivo gioco di ruolo numerosi altri titoli.
Nel 1998 arriva "Clan War", un gioco di battaglie con miniature di samurai e creature fantastiche, mentre nel 2011 “Ninja: Legend of the Scorpion Clan” mette un assassino e il suo complice alle prese con l’infiltrazione in una fortezza sorvegliata da guardie controllate dagli avversari.
Nel 2014 esce una versione ambientata a Rokugan del noto gioco di deduzione “Love Letter”, in cui bisogna riuscire a far arrivare una lettera d’amore alla principessa, utilizzando le abilità dei personaggi per scoprire le carte degli avversari e metterli fuori gioco.
Il 2017 vede arrivare “La Leggenda dei Cinque Anelli: Il Gioco di Carte”, un living card game: i partecipanti costruiscono mazzi personalizzati per affrontarsi in conflitti militari e politici. Nello stesso anno arriva “Battle for Rokugan”, in cui ogni partecipante guida un clan e dispone sulla mappa ordini segreti per attaccare o difendere le province. Tra bluff, incursioni e diplomazia, dopo cinque round vince chi ha conquistato i territori più preziosi e ottenuto punti grazie agli obiettivi segreti.
Nel 2024 “Il Fiume d’oro” cambia completamente registro, trasformando i giocatori in mercanti impegnati a navigare, trasportare merci e costruire edifici per ottenere ricchezza e influenza. Infine, “Champions of Rokugan”, uscito quest’anno, propone un’avventura cooperativa con miniature, in cui da uno a cinque partecipanti affrontano insieme le minacce all’impero.