«Ordini annullati: tutto esaurito anche il gestore». A San Nicolò dopo 60 anni chiude il distributore Enilive

Marco Borgonovi denuncia difficoltà nei rifornimenti e contesta le nuove condizioni: «Degli ultimi dieci ordini, otto sono stati cancellati»

Angela Zeppi
|22 ore fa
Il cartello affisso da Marco Borgonovi - © Libertà/Angela Zeppi
Il cartello affisso da Marco Borgonovi - © Libertà/Angela Zeppi
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«Tutto esaurito anche il gestore». Dopo 60 anni di attività, a fine anno chiuderà il distributore Enilive tra il ponte sul Trebbia e San Nicolò, gestito dai fratelli Marco e Maurizio Borgonovi. «Ordini annullati, storico contratto invalidato, trattamenti che non riconosco più. Io lascio», annuncia Marco.
Negli ultimi giorni l’impianto è rimasto anche senza benzina: «Degli ultimi dieci ordini, otto risultano annullati». Una situazione che, riferisce il gestore, si starebbe verificando anche in altre stazioni della provincia.
Le difficoltà si inseriscono nel passaggio al nuovo sistema commerciale di Enilive, con un price cap di 2,19 euro per il gasolio e 1,99 per la benzina. «Il nostro vecchio contratto non è più valido. In pratica diventiamo prestatori di manodopera», sostiene Borgonovi.
L’impianto era stato aperto 60 anni fa dal padre e dallo zio dei due attuali gestori, inizialmente per il solo Gpl con Mec Gas, passando poi a Ip, Agip e infine Enilive. Maurizio ha già maturato la pensione, mentre Marco, consigliere comunale di minoranza a Rottofreno, anticiperà di alcuni mesi il ritiro.