“Birds Watching”: l’ultimo umano al mondo sulla cima del Gran Toc

Si era fatto conoscere con un altro progetto horror molto interessante: Loan Shark. Ora l’ambientazione si sposta dal mare alla montagna

Francesco Toniolo
|11 ore fa
Il videogioco "Birds Watching"
Il videogioco "Birds Watching"
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Il 6 marzo è stato pubblicato Birds Watching, un videogioco del team italiano Studio Ortica, che l’anno scorso si era già fatto conoscere con un altro progetto horror molto interessante: Loan Shark. Col loro gioco precedente avevano raccontato la storia di un pescatore sommerso dai debiti, che stringe un patto con un pesce magico, come nelle migliori tradizioni fiabesche, per risolvere i suoi problemi. Ma tutto ha un prezzo e anche il povero protagonista lo scopre ben presto sulla sua pelle. Loan Shark ha ottenuto un buon successo internazionale, dimostrando che Studio Ortica aveva le idee chiare su come realizzare un progetto piccolo ma mirato, capace di far paura grazie a timori ancestrali come la talassofobia (il terrore per il mare aperto e le profondità oceaniche).
Ora, con Birds Watching, propongono un’ambientazione completamente diversa, spostandosi dal mare aperto alla montagna. Più precisamente, ci troviamo sulla cima del Gran Toc, in Italia. Il mondo intorno a noi è stato distrutto da una catastrofe ambientale: tutto è andato a fuoco, l’aria è rovente e piena di sostanze tossiche. Solo lassù, sulla cima della montagna, l’aria è ancora sufficientemente fresca e respirabile. Il nostro protagonista trascorre lassù le sue giornate in completa solitudine, coltivando sementi e facendo bird watching col suo binocolo. Tra gli uccelli che vivono sulla montagna ce n’è uno che si è particolarmente affezionato al nostro protagonista senza nome, che si è costruito un guanto da falconiere per andare in giro col suo amico volatile.
"Birds Watching"
"Birds Watching"
Queste sono le premesse narrative di Birds Watching. Come scopriamo dopo un paio di minuti di gioco, il nostro protagonista non è solo, visto che riceve una comunicazione via radio: ci sono altri individui là fuori che si stanno dirigendo verso il Gran Toc. Qui inizieranno le nostre scelte: come ci comporteremo con questi nuovi arrivati e con gli uccelli della montagna? Vale la pena non fare troppi spoiler, in un caso come questo, visto che si tratta di un videogioco breve, che può essere portato a termine in poco meno di un’ora, almeno alla prima partita. Poi è possibile rigiocarlo per fare scelte alternative o per esplorare meglio il Gran Toc, che nasconde diversi segreti.
Dopo Loan Shark, Studio Ortica conferma la sua abilità nel realizzare horror atmosferici anche avendo a disposizione risorse limitate (il team è composto da tre persone, a cui si aggiunge qualche collaboratore esterno). Durante l’esplorazione della montagna ci si chiede costantemente quale sarà il prossimo colpo di scena e come finirà la storia, visto che vengono disseminati tanti indizi molto curiosi su ciò che potrebbe accadere. Birds Watching è etichettato come horror ma ha anche attinto da altri videogiochi, come l’ormai storico Firewatch di Campo Santo, pubblicato nel 2016. In quel caso si gioca nei panni di un guardaboschi che lavora nella Foresta nazionale di Shoshone nel 1989, un anno dopo il grande incendio nel parco di Yellowstone. In Firewatch non c’era nulla di orrorifico, ma si assisteva al dipanarsi di una storia misteriosa, condotta attraverso l’esplorazione del parco e a chiacchierate via walkie-talkie. Per cui se volete un Firewatch orrorifico e sviluppato da italiani date un occhio a Birds Watching, è disponibile per computer sulla piattaforma Steam a 4,99 euro.
"Venice 2089"
"Venice 2089"
VIDEOGIOCHI ITALIANI SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Il recente Birds Watching si inserisce all’interno di un ormai lungo filone di videogiochi – anche sviluppati da italiani – che parlano direttamente o indirettamente del cambiamento climatico. In un caso come Birds Watching di Studio Ortica non è quello il focus primario, visto che la sua principale attrattiva è quella di essere un videogioco horror, ma è comunque ambientato in un mondo distrutto dagli incendi e durante l’avventura viene più volte sottolineata la responsabilità che hanno avuto gli esseri umani in questo disastro ambientale.
Un altro caso, che ha messo un po’ più al centro il tema, è Venice 2089 di Safe Place Studio, pubblicato nel 2022. Come suggerisce il titolo, il gioco è ambientato a Venezia nel futuro. Per la sua peculiare natura, Venezia sarebbe particolarmente colpita dall’innalzamento del livello del mare, cosa che viene effettivamente mostrata all’interno di Venice 2089. La città non è più quella di un tempo e si sta progressivamente spopolando, a causa delle maree. Il team di Safe Place Studio ha deciso di mantenere una certa fedeltà alle varie parti dell’area di Venezia, che sono visivamente ben riconoscibili, pur essendo colpite dai segni del tempo (e ridimensionate come dimensioni, per ragioni di gameplay). Nonostante il focus un po’ più forte sul cambiamento climatico rispetto a Birds Watching, anche Venice 2089 è stato comunque pensato come prodotto commerciale, non è un videogioco esplicitamente educativo.
Al loro fianco, si apre tutto il grande filone dei videogiochi progettati per contesti educativi e formativi di vario genere. Tra questi possiamo per esempio ricordare Our Rights, Our Planet, creato dal team bolognese Indici Opponibili insieme a UNEP (UN Environment Programme), a CERI (Children’s Emergency Relief International) e a Terre des Hommes Germania. Il progetto, che unisce un racconto interattivo e un videogioco, è pensato per informare i più giovani su quali sono i loro diritti in materia di ambiente.
Anche l’azienda Melazeta ha seguito negli anni diversi progetti videoludici legati all’ambiente e alla sostenibilità, come per esempio Climate Warden, un’escape room (fisica e digitale) realizzata all’interno del progetto europeo ECCI - Escape Climate Change Initiative. O come Pollinator Coop, un gioco online per sensibilizzare sull’importanza delle api e sulla loro tutela, realizzato insieme a COOP Italia. Uno dei più famosi è il loro Change Game: Play With Earth, realizzato partendo da una serie di dati scientifici, riproposti in forma ludica per mostrare la complessità delle interazioni tra la società e gli ecosistemi naturali. Compiendo le giuste azioni è possibile abbassare i livelli di CO2, obiettivo da raggiungere entro un tempo prestabilito. In caso contrario, ci si troverà davanti a una serie crescente di problematiche.
Un approccio similare è quello seguito dal videogioco Green New Deal Simulator di Molleindustria, il nome con cui opera il game designer Paolo Pedercini, italiano che vive all’estero da anni. Pedercini è ben conosciuto nel settore per il suo approccio ai videogiochi, che impiega come strumento “politico” (in senso ampio) per criticare la società contemporanea ribaltandone le sue stesse logiche. Per esempio ha realizzato, insieme all’attivista insieme a Michael Pineschi, il videogioco Phone Story, che denuncia lo sfruttamento e l’impatto ambientale della produzione di smartphone. La cosa curiosa è che Phone Story può essere giocato solo su smartphone. Un altro esempio – forse il suo gioco più famoso – è The McDonald’s Videogame, un finto gioco pubblicitario che in apparenza sembrerebbe pensato per promuovere la nota catena di fast food, ma che in realtà ne denuncia l’insostenibilità, anche in termini di impatto ambientale. Con Green New Deal Simulator, invece, Pedercini ci chiede di regolamentare la politica energetica statunitense per limitare il cambiamento climatico. La base del gioco è legata a un mazzo di carte, che corrispondono alle possibili azioni che possiamo compiere. Queste azioni influenzano le diverse risorse a nostra disposizione, tra cui i soldi da investire, la felicità della popolazione e ovviamente il quantitativo e il genere di energia che ciascun territorio produce. Ogni partita dura una quarantina di minuti e richiede di bilanciare con attenzione le proprie scelte, per operare al meglio nella complessità di un sistema interconnesso.