Tra fiori e intelligenza artificiale, la rinascita di Matteo
Nascono dalie e girasoli a Gariga di Podenzano grazie al prezioso contributo di algoritmi e tecnologie innovative

Marco Vincenti
|6 mesi fa

Matteo Bonfanti tra i fiori cresciuti anche grazie all'intelligenza artificiale - © Libertà
Si potrebbe definire intelligenza floreale. È la disciplina promossa da Matteo Bonfanti che mai avrebbe pensato di ritrovarsi un giorno a lavorare con fiori e piantine, protagonista di una storia di rinascita personale tra algoritmi, dalie e girasoli. «Sono entrato nell’ottobre del 2024 in questo ambizioso progetto - racconta -, dopo un anno difficile segnato da una crisi personale, una neonata da crescere e una startup in affanno».
Poi, quasi per caso, la svolta: un amico gli propone di occuparsi di Kadō, una serra innovativa che si sviluppa tra i campi di Gariga, piccola frazione alle porte di Podenzano. Un progetto ambizioso che necessitava di una gestione quotidiana, ma c’era un problema: «Io di agricoltura, piantumazioni e colture floreali non sapevo nulla - spiega -. Mi serviva un aiuto e quell’aiuto l’ho trovato nell’intelligenza artificiale».
Diverse le sfide da affrontare: serre da gestire, impianti elettrici da realizzare, sistemi di irrigazione da progettare. «Ho pensato che se il mio ambito era l’IA, potevo usarla per non perdermi nessun passaggio e gestire tutto in modo efficiente.»
Matteo inizia così a raccogliere dati: varietà da piantare, condizioni meteo, tempistiche, esigenze di concimazione e irrigazione. Creando dei veri e propri «consulenti agricoli virtuali» che lo guidano nella gestione quotidiana. «Ogni pianta ha il suo algoritmo» commenta.
Non solo software e intelligenza artificiale però. La serra di Kadō si trasforma in un laboratorio a cielo aperto dove la tecnologia incontra la natura. Qui vengono installati pannelli a infrarossi nel semenzaio per garantire la nascita dei semi anche in inverno. E per il futuro? «Potremo ottimizzare maggiormente tutta la parte di irrigazione e fertirrigazione, attraverso sensori avanzati che permetteranno di creare un sistema autogestito». Tanti quindi gli aspetti positivi, ma non si rischia di rendere l’apporto umano sempre meno indispensabile? «Direi di no - risponde convintamente Matteo -. Il lavoro umano è fondamentale. L’intelligenza artificiale opera con i dati, ma senza l’intelligenza e la sensibilità umana non potrebbe contribuire a nulla».
Leggi anche
- Intelligenza artificiale robotica e uso del 3D al Marconi 750mila euro
- Le parentele che non ti aspetti tra Intelligenza artificiale, videogiochi e slot machine
- Intelligenza artificiale, 500 studenti a lezione da un robot: "Non ci sostituirà"
- Intelligenza artificiale tra benefici e rischi: focus per cento professionisti
- Tumori al seno, un ecografo con Intelligenza artificiale per il Centro salute donna
Gli articoli più letti della settimana
1.
Viaggio tra gli espropriati della Statale 45 «Per un metro di asfalto una vita stravolta»
2.
Lulù, cucciola con soffio al cuore cerca famiglia: «Non può crescere in canile»
3.
Piacenza, i bunker e la guerra dei droni. «Tornano di moda i rifugi di 80 anni fa»
4.
Autovelox non localizzato in precedenza nulla la multa per passaggio con il rosso










