Bar di Coli, ecco l'offerta «anti spopolamento»

Al bando aperto dal Comune ha risposto una sola realtà: il circolo San Vito

Irina Turcanu
|1 ora fa
L'area del bar di Coli
L'area del bar di Coli
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Il destino travagliato del bar di Coli potrebbe avviarsi verso una nuova stagione, incrociando le dita. Al bando aperto dal Comune per trovare il gestore ha risposto una sola realtà, un circolo sociale. Il circolo San Vito è nato da poco, ad Averaldi di Coli, il 2 febbraio, e si lancia subito nell’impresa di porre fine a un lungo susseguirsi di rinunce, difficoltà e malcontento che ha animato il dibattito in paese durante gli ultimi anni di gestione.
Durante i giorni di apertura del bando sono stati fatti tre sopralluoghi da altrettante realtà interessate al bar in piazza, spiega la sindaca di Coli Ester Pugni: e questo nonostante il bando sia rimasto aperto per poco tempo. A concretizzare poi l’interesse in un’offerta è stato però poi solo il circolo San Vito, presieduto da Giovanna Boselli. Accanto a lei, a completare il gruppo dei sette soci fondatori, ci sono volontari di tutte le età, dal più giovane, nato nel 1996, fino a chi è nato nel 1955. Due socie risiedono fuori dalla provincia di Piacenza, benché abbiano radici ben piantate in montagna; gli altri vivono e lavoro in collina, a partire dalla presidente, che assieme al marito, Italo, ha creato quel piccolo gioiello a Bobbio, dove le sere d’estate ti pare di vivere in un film italiano d’autore, con pista da ballo, luci soffuse, orchestrina, spiedini, minestrone e convivialità, nei pressi del vivaio a San Martino.
Con Giovanna, i soci sono convinti di poter aiutare Coli: «Vogliamo fare qualcosa di concreto per invertire la tendenza allo spopolamento dei nostri monti».