Salvataggio piacentino per la Rolleri, arriva Tecnostamp e tiene tutti gli operai
Dal concordato preventivo alla cessione in affitto del sito di Vigolzone, l’azienda dell’ex numero uno di Confindustria passa al concorrente storico
Paola Brianti
|12 ore fa

La storica Rolleri di Vigolzone: dopo un periodo di difficoltà, l’affitto di Tecnostamp e il salvataggio dei dipendenti
Non dev’essere un giorno facile, oggi, per Francesco Rolleri. Per chi ha vissuto l’impresa come un pezzo di famiglia, costruita contratto dopo contratto dall’intuizione del 1987 con il padre e il fratello Marco, per l'ex numero uno di Confindustria a Piacenza, due volte sindaco di Vigolzone e presidente della Provincia, passare il testimone a un concorrente storico è una svolta.
È la parte umanamente più delicata di una storia imprenditoriale che ha segnato quarant’anni d’industria locale. Ma è anche un lieto fine, dove il senso di responsabilità ha prevalso su tutto il resto, salvando ciò che conta di più: le persone e il lavoro.
Lunedì 28 settembre la firma dal notaio e dal primo ottobre, dunque, il testimone passa di mano. La nota emessa in serata da Confindustria e i dettagli depositati al Tribunale di Piacenza (procedimento unitario n. 27/2026, curato dal commissario giudiziale Giorgio Visconti) lo mettono nero su bianco: il ramo d’azienda della Rolleri S.p.A. e della Rolleri Manufacturing S.r.l., società con sede a Vigolzone finite in concordato preventivo lo scorso aprile, viene rilevato da Rtooling, veicolo societario costituito dalla Tecnostamp con sede alla Veggioletta.
Non un fondo d’investimento speculativo o una multinazionale straniera venuta a fare man bassa di brevetti e clienti. Tecnostamp è una realtà piacentina doc, attiva dal 1978 e leader globale nel settore degli utensili per presse piegatrici. Con questa operazione, che prevede un canone complessivo di affitto per aziende e immobili di 480mila euro all’anno inserito in un più ampio piano di investimenti, si concretizza un’alleanza che di fatto unisce i due giganti storici locali della lavorazione della lamiera, blindando il sapere piacentino nel mondo. Il "know-how", direbbero gli esperti.
Ma dietro ai tecnicismi del concordato e della nota stampa dell’associazione degli industriali, ci sono mesi di tensione, notti in bianco e telefonate fino alle undici di sera anche tra operai e il sindacato. A raccontarlo è Lorenzo Bruschi, Fiom Cgil: "Questa che si è concretizzata era l’unica operazione possibile per garantire la continuità occupazionale, ma fino all’ultimo non si dava nulla per scontato. L'alternativa era la liquidazione giudiziale, tutti a casa, le macchine ferme, un patrimonio disperso all’asta".
La trattativa è stata una partita a scacchi giocata una mossa dopo l’altra. Tecnostamp, forte di una posizione dominante ma con un progetto industriale convincente, aveva inizialmente chiesto di alleggerire il perimetro occupazionale. La fermezza del sindacato e la responsabilità di chi ha gestito la crisi hanno evitato il peggio, tre o quattro lavoratori hanno scelto di uscire con un accordo prima del passaggio, mentre gli altri 75 dipendenti proseguiranno nello stesso sito, con le stesse tutele, la stessa anzianità e il contratto salvaguardato, uscendo dall’instabilità dei contratti di solidarietà. "Poteva andare molto peggio - riconosce il sindacalista Fiom - Tecnostamp non ha fatto sciacallaggi aspettando l’asta giudiziaria per comprare i pezzi a prezzo di saldo. Ha messo sul tavolo un progetto industriale solido e credibile".
E così a Vigolzone si apre un’era nuova, in cui la fabbrica che tanti posti di lavoro ha dato in questi anni non viene dispersa o smembrata, ma continua a produrre, garantendo tutele agli operai e confermando il valore dell’ingegno piacentino sui mercati internazionali. "Una transizione complessa, ma risolta nel migliore dei modi", chiude Bruschi. E lo dice a ragion veduta: settantacinque posti di lavoro salvi sono merce rara di questi tempi.
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