In Cattolica una formazione d’eccellenza per i futuri professionisti dell’agri-food

Fornari: «Oggi alla Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali formiamo le figure più richieste della filiera agroalimentare»

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|17 ore fa
In Cattolica una formazione d’eccellenza per i futuri professionisti dell’agri-food
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Dimenticare gli stereotipi è il primo passo per conoscere davvero una delle realtà universitarie che negli ultimi anni ha saputo rinnovarsi più profondamente. Agricoltura di precisione, sostenibilità, sicurezza alimentare, innovazione, food design, nutrizione, marketing, internazionalizzazione: la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica è oggi un ecosistema formativo che accompagna gli studenti lungo tutta la filiera agroalimentare, dalla produzione primaria fino al consumatore, con percorsi altamente specializzati, numerose attività pratiche e una forte apertura internazionale.
«Il primo messaggio che vorrei lanciare ai ragazzi è che oggi questa non è più semplicemente “Agraria” - spiega il professor Edoardo Fornari, docente di Marketing, responsabile della Commissione Orientamento e Comunicazione della Facoltà e direttore dell’Alta Scuola SMEA - negli ultimi anni i contenuti dei corsi sono cambiati profondamente. Oggi parliamo di innovazione, digitalizzazione, agricoltura di precisione, sostenibilità, gestione dei dati, sviluppo dei nuovi alimenti, sicurezza alimentare e prospettiva globale. Formiamo figure professionali che operano lungo tutta la filiera agroalimentare, uno dei settori strategici dell’economia italiana e mondiale».
Il professor Edoardo Fornari
Il professor Edoardo Fornari

Dalle lauree triennali ai primi percorsi di specializzazione

L’offerta formativa parte dalle lauree triennali in Scienze e Tecnologie Agrarie e Scienze e Tecnologie Alimentari, quest’ultima presente sia nel Campus di Piacenza sia in quello di Cremona. Fin dai primi anni gli studenti possono costruire un percorso coerente con i propri interessi grazie a curricula specifici.
«Abbiamo scelto di offrire una formazione che unisce solide basi scientifiche alla possibilità di orientarsi già durante la triennale verso ambiti molto specifici - sottolinea Fornari - penso al curriculum in Viticoltura ed Enologia, oppure al curriculum internazionale Food Production Management, interamente in lingua inglese: è ancora oggi un unicum nel panorama italiano delle lauree triennali e ogni anno richiama studenti da molti Paesi che scelgono di venire a studiare il “Made in Italy” alimentare nella Food Valley».
Nel Campus di Cremona, invece, il focus si amplia verso le Scienze degli alimenti e la nutrizione umana. «L’agroalimentare oggi non significa soltanto produrre cibo - osserva il professore - significa studiare nuovi alimenti, rispondere ai bisogni dei consumatori, sviluppare prodotti dedicati a esigenze nutrizionali specifiche, lavorare sulla sostenibilità, sulla conservazione, sul food design e persino sul ruolo della confezione come strumento di comunicazione».

Le lauree magistrali e le competenze richieste dal mercato

La specializzazione arriva con le lauree magistrali, pensate per formare professionisti altamente qualificati nei diversi segmenti della filiera.
«La magistrale rappresenta il momento in cui ogni studente costruisce il proprio profilo professionale - spiega Fornari - abbiamo completamente ripensato il corso in Agricoltura sostenibile e di precisione, che oggi prepara tecnici capaci di utilizzare tecnologie avanzate per gestire in modo efficiente le risorse naturali e le aziende agricole. Il percorso prevede profili dedicati all’agronomia, alla zootecnia, grazie anche alla presenza dell’azienda agricola sperimentale CERZOO, e un curriculum internazionale interamente in inglese dedicato alla sostenibilità della filiera vitivinicola».
Sul fronte alimentare, la laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari approfondisce temi come la Food Safety, mentre il Campus di Cremona propone due percorsi internazionali in lingua inglese: Agricultural and Food Economics e Food Processing: Innovation and Tradition, entrambi arricchiti da accordi di Double Degree con prestigiose Università partner europee. «Offriamo basi scientifiche solide, ma anche la possibilità di costruire percorsi vicini ai propri interessi attraverso insegnamenti trasversali. Oggi le aziende cercano professionisti completi, capaci di lavorare in gruppo, comunicare, interpretare i dati e comprendere il mercato: la multidisciplinarietà è un valore imprescindibile», sottolinea Fornari.

Laboratori, ricerca e apertura internazionale

Accanto alle lezioni, la formazione si completa con laboratori, esercitazioni, visite didattiche e tirocini. «La pratica non è un’attività aggiuntiva, ma parte integrante della didattica: il collegamento continuo tra teoria e applicazione permette agli studenti di acquisire competenze concrete».
La ricerca rappresenta un ulteriore elemento qualificante. Il dottorato interfacoltà AgriSystem, frequentato ogni anno da giovani ricercatori provenienti da numerosi Paesi, forma esperti della filiera agroalimentare con competenze di livello internazionale. «Questo dimostra la capacità della Facoltà di inserirsi nelle grandi reti internazionali della conoscenza. Avvicinarsi a questa Facoltà significa usufruire di una formazione che apre moltissime strade professionali e permette di costruire competenze sempre più richieste dal mercato del lavoro».

Tutti i percorsi

Lauree triennali
  • Scienze e Tecnologie Agrarie
  • Scienze e Tecnologie Alimentari
Le lauree magistrali
  • Agricoltura sostenibile e di precisione
  • Agricultural and food economics
  • Consumer behaviour: psychology applied to food, health and environment (con la Facoltà di Psicologia)
  • Food marketing e strategie commerciali (con la Facoltà di Economia e Giurisprudenza)
  • Food processing: innovation and tradition - Scienze e tecnologie alimentari

Giada Gios: «In Cattolica ho trovato molto più di un percorso universitario»

«Quando ho scelto la Cattolica di Piacenza cercavo una formazione di qualità, con solide basi scientifiche e un forte legame con il mondo delle imprese. Oggi, a pochi mesi dalla laurea magistrale, posso dire di aver trovato molto più di quanto immaginassi». A parlare è Giada Gios, 24 anni, originaria di Asiago (Vicenza), prossima alla laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari dopo aver conseguito nello stesso Ateneo anche la triennale. Nel suo racconto emerge il valore dell’ambiente universitario: «Non mi sono mai sentita un semplice numero. Ho trovato docenti sempre disponibili e un continuo confronto con le aziende. Fondamentale anche l’esperienza al Collegio Sant’Isidoro, una seconda casa, dove sono cresciuta anche dal punto di vista umano». La passione per il settore alimentare nasce da lontano. «Volevo capire il mondo del cibo dal punto di vista scientifico e ho scoperto una realtà molto più ampia di quanto immaginassi: dalla qualità alla sicurezza alimentare, dalla ricerca alla sostenibilità. Ho capito quanto il tecnologo alimentare sia una figura centrale lungo tutta la filiera». Significative le esperienze sul campo: «Il tirocinio in un’azienda lattiero-casearia mi ha fatto conoscere da vicino la realtà produttiva e il valore del controllo qualità. Anche la tesi sperimentale in laboratorio è stata un’importante esperienza di crescita, insegnandomi ad affrontare problemi concreti con un approccio scientifico». Nei prossimi mesi Giada inizierà un nuovo tirocinio nel settore della grande distribuzione organizzata. «Questa opportunità conferma quanto il percorso in Scienze e Tecnologie Alimentari apra prospettive molto diverse tra loro e permetta a ciascuno di trovare l’ambito più vicino alle proprie passioni».

Giovanni Rosso: «Qui non solo teoria e libri, il vino si studia anche sul campo»

A 21 anni Giovanni Rosso frequenta il terzo anno del corso di laurea in Scienze e tecnologie agrarie dell’Università Cattolica, curriculum in Viticoltura ed Enologia, un percorso scelto per trasformare la passione per il mondo del vino in una professione. Originario della Sicilia, Giovanni affianca allo studio anche il lavoro come sommelier e vive pienamente la vita universitaria, ricoprendo il ruolo di rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà e partecipando alle attività di rappresentanza a livello regionale. «Ho scelto questo corso perché desideravo costruire una preparazione completa nel settore vitivinicolo. Qui non ci si limita alla teoria: in questi tre anni abbiamo alternato lezioni in aula, laboratori e attività direttamente in vigneto. È un percorso molto concreto, che permette di capire davvero come funziona il lavoro sul campo». Un aspetto che Giovanni considera determinante è il rapporto diretto con i docenti. «Sono professori che portano in aula esperienze professionali reali e riescono a collegare continuamente la teoria con quello che accade nelle aziende. Inoltre abbiamo spesso l’opportunità di confrontarci con esperti esterni e docenti stranieri, un valore aggiunto importante». Il suo obiettivo professionale è già ben definito. «Mi vedo all’interno di un’azienda vitivinicola, occupandomi sia della cantina sia del vigneto, oppure come consulente. Ma potrei continuare a studiare anche dopo la laurea, magari con un dottorato». Parallelamente agli studi, Giovanni vive da protagonista la comunità universitaria come rappresentante degli studenti. «Le opinioni degli studenti aiutano l’università a crescere e a rendere la didattica sempre più vicina alle loro esigenze».

Carlotta Lomeo: «Le opportunità ci sono e l’ateneo le amplia: serve mettersi in gioco»

Dalle vigne dell’Oltrepò Pavese ai laboratori di ricerca, passando per l’Erasmus in Germania e un periodo di studio in Spagna. Il percorso di Carlotta Lomeo racconta come una passione nata sul territorio possa trasformarsi in una carriera scientifica con uno sguardo sempre più internazionale. Ventotto anni, oggi è dottoranda della Scuola di Dottorato Agri-System dell’Università Cattolica, dove svolge attività di ricerca nell’ambito della patologia vegetale. Prima del dottorato, però, c’è stato un lungo percorso di formazione interamente costruito nel campus di Piacenza. «Ho frequentato sia la laurea triennale sia la magistrale in Scienze e tecnologie agrarie, scegliendo il curriculum in Viticoltura ed Enologia». Con il dottorato ha ampliato i suoi interessi, dedicandosi alla patologia vegetale e alle malattie del melo. «È stata una scelta che mi ha permesso di crescere come ricercatrice». Accanto alla didattica, Carlotta sottolinea il valore delle opportunità offerte dalla Facoltà. «Seminari, incontri con professionisti, momenti di approfondimento permettono di comprendere meglio come sta cambiando il settore agroalimentare e di costruire contatti utili per il futuro. Un invito a mettersi in gioco». Durante la laurea magistrale ha trascorso un periodo Erasmus in Germania, esperienza che le ha aperto nuove prospettive anche professionali. Oggi il percorso internazionale prosegue con un periodo di ricerca in Spagna. «La Cattolica offre molti strumenti, le opportunità ci sono, poi naturalmente serve anche l’iniziativa personale, ma l’università crea un contesto che favorisce questo tipo di esperienze». Guardando al futuro, Carlotta immagina il proprio percorso all’interno di istituzioni e centri di ricerca internazionali. «Mi piacerebbe continuare nel mondo della ricerca, magari in realtà europee o sovranazionali come la Commissione Europea o la FAO».