Classifica dei mutui, Piacenza è agli ultimi posti
Nei primi due mesi del 2026 accesi prestiti per 125.868 euro, peggio di noi solo Ferrara
Redazione Online
|4 ore fa

Il 2026 si è aperto positivamente sul fronte dei mutui; secondo l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it, nei primi due mesi dell’anno l’importo medio richiesto in Emilia-Romagna è aumentato dell’1% rispetto a dodici mesi fa, arrivando a 141.307 euro. In leggero calo l’età media dei richiedenti, che passa dai 40 anni dei primi due mesi del 2025 ai 39 anni del 2026. Scende anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, arrivato nel primo bimestre del 2026 a 203.815 (-2%), e il peso delle surroghe, passate in un solo anno dal 30,5% al 21%.
Guardando alla tipologia di tasso richiesto, il fisso resta quello preferito dagli emiliani e romagnoli ma sale significativamente la quota di chi ha puntato ad un tasso variabile o misto, che passa in dodici mesi da meno dell’1% al 9% del totale. Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Emilia-Romagna nei primi due mesi del 2026 emergono importanti differenze a livello locale. Bologna è la provincia emiliano-romagnola dove tra gennaio e febbraio 2026 è stato richiesto l’importo medio più alto (154.258 euro), seguita da Rimini (147.711 euro), Modena (144.399 euro) e Ravenna (140.795 euro).
Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano le province di Forlì-Cesena (135.956 euro), Parma (134.705 euro), Reggio Emilia (127.921 euro) e Piacenza (125.868 euro). Chiude la classifica regionale la provincia di Ferrara (117.233 euro). L’aumento della richiesta dei mutui variabili segnalato sopra è legato all’andamento dei tassi; secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni, il miglior tasso variabile (TAN) disponibile online è 2,34% con una rata iniziale pari a 555 euro. I migliori tassi fissi, invece, partono da un tasso (TAN) del 3,15% ed una rata di 607 euro, vale a dire circa 50 euro più alta rispetto a quella variabile.
«Non esiste una scelta migliore in assoluto tra tasso fisso e variabile, ma è importante scegliere con attenzione e sulla base delle caratteristiche di ciascun mutuatario. Il variabile offre un’opportunità di risparmio iniziale, ma in contesti di grande incertezza come quello attuale, il beneficio potrebbe assottigliarsi se non sparire del tutto. Il consiglio è di farsi aiutare da un consulente esperto per scegliere la soluzione più adatta», spiegano da Facile.it
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