Nuova stazione alta velocità “Alto Padana”, presentato lo studio

La nuova stazione potrebbe attrarre un traffico di circa 1,2 milioni di viaggi all’ anno

Redazione Online
|5 ore fa
Nuova stazione alta velocità “Alto Padana”, presentato lo studio
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Presentato lo studio sulla fattibilità trasportistica di una Stazione dell'alta velocità “Alto Padana”. L’associazione Industriali della Provincia di Cremona e Assieme, tavolo permanente composto dalle associazioni datoriali della provincia di Cremona, e Progetto Sviluppo Piacenza, tavolo composto dalle associazioni datoriali e dei sindacati confederali della provincia di Piacenza, hanno presentato uno studio che propone la realizzazione di una nuova stazione di Alta Velocità sulla linea Bologna Milano, denominata “Alto Padana”, sulla base di una accurata analisi trasportistica.
L’analisi presentata ha collocato la stazione “Alto Padana” lungo la tratta dell’alta velocità Milano – Reggio Emilia, sull’asse all’altezza delle province di Cremona e Piacenza. Secondo le stime, la nuova stazione potrebbe attrarre un traffico di circa 1,2 milioni di viaggi all’ anno, con un incremento netto 800mila viaggi in AV generati grazie alla nuova stazione.
La linea attuale presenta un tratto di 140 km fra la stazione Medio Padana di Reggio Emilia e quella di Milano Rogoredo che attraversa territori molto popolosi come Parma, Fiorenzuola, Piacenza, Lodi senza fermate intermedie.
Per analizzare le potenzialità di una stazione Alto Padana lo studio è stato affidato al prof. Ennio Cascetta, esperto di livello internazionale di pianificazione dei trasporti, ed ai suoi collaboratori prof.ssa Ilaria Henke e prof. Roberto Castelluccio.
Lo studio parte dall’analisi degli effetti molto positivi dell’Alta Velocità in Italia per i territori da essa serviti (circa il 6 % di PIL in più in 10 anni a parità di tutte le altre condizioni) e dai casi di studio di stazioni per città di medie dimensioni sulle reti AV di Spagna e Francia. Gli esperti hanno poi passato in rassegna il ruolo della stazione Medio Padana di Reggio Emilia entrata in esercizio dal 2013 L’ analisi dei dati ha mostrato il notevole successo della stazione Medio-Padana, che in 10 anni (dal 2014 al 2024) è passata da poco più di 0,5 milioni a circa 2 milioni di viaggiatori all’anno e che è servita da circa 91 treni AV al giorno.
L’analisi della domanda, tuttavia, mostra che la stazione serve prevalentemente le province di Reggio Emilia (c.a. il 60 % del traffico), Modena (18%) e Parma (13%) mentre è assolutamente marginale il traffico delle provincie di Cremona (3%) e Piacenza (2%).
Per prevedere il traffico potenziale della stazione Alta Padana, è stato calibrato un modello econometrico che mette in relazione il numero di viaggiatori che da un generico comune utilizzano la stazione Medio Padana con la popolazione, la densità produttiva del comune stesso, il tempo necessario per recarsi dal comune alla stazione e la eventuale disponibilità di altre stazioni più “vicine” di Reggio Emilia (ad es. Bologna).
Il modello è risultato molto significativo ed è stato applicato per prevedere il traffico potenziale ed il bacino di utenza di una ipotetica stazione Altro Padana localizzata in prossimità di Piacenza, all’ incrocio di autostrade (A1 e A21) e linee ferroviarie (PiacenzaAlessandria e Piacenza-Cremona) che potrebbero migliorarne l’accessibilità.
I primi risultati sono incoraggianti. La nuova stazione Alto Padana potrebbe attrarre un traffico di circa 1,2 milioni di viaggi all’ anno, di cui 800 mila sarebbe generato dalla nuova stazione e solo 400 mila sarebbe sottratto alla stazione di Raggio Emilia. Essa servirebbe non solamente le province di Piacenza e Cremona, ma anche Fiorenzuola e Lodi. Lo studio ha anche preso in esame la collocazione alternativa della nuova stazione in prossimità di Parma, che disterebbe solo 30 km dalla stazione di Reggio Emilia. I dati confermano che una tale collocazione genererebbe solo 300 mila nuovi viaggiatori AV all’ anno, mentre la sostanziale sovrapposizione del suo bacino di influenza con quello delle stazioni di Reggio Emilia porterebbe a dimezzare il traffico di quest’ ultima.
In definitiva i risultati esposti incoraggiano a proseguire nella definizione di una proposta progettuale preliminare della stazione Alto Padana, per stimarne le possibili configurazioni dei servizi di AV, i costi e i benefici socioeconomici e territoriali della stazione