Il postino amico della montagna, «sentinella preziosa per chi vive qui»
Ogni giorno Filippo Bubba percorre fino a 150 chilometri tra curve e strade interrotte. E quando la Panda si ferma, continua a piedi o in monociclo per consegnare posta, pacchi e un sorriso agli abitanti della Val Boreca e dell’alta Val Trebbia

Marco Vincenti
|20 ore fa

Una consegna a Zerba
«Amo queste montagne, la gente che le abita e il mio lavoro che per chi vive qui rappresenta un servizio fondamentale capace di andare oltre la semplice consegna di un pacco». Lui è Filippo Bubba, 33 anni, originario di Piacenza e dal 2022 a libretto paga di Poste Italiane.
No, non è soltanto un postino. Per le poche decine di abitanti che vivono tra le montagne della Val Boreca e dell’alta Val Trebbia è un volto familiare, un punto di riferimento, un collegamento quotidiano con il resto del mondo. Ogni mattina Filippo parte dal Presidio decentrato di distribuzione di Bobbio, dove organizza la corrispondenza arrivata dal Centro di distribuzione di Podenzano, e si mette al volante della sua Fiat Panda 4x4. Davanti a lui ci sono tra i 100 e i 150 chilometri di curve, salite e strade di montagna da percorrere con il sole, sotto la pioggia o nella neve per raggiungere i borghi più isolati del Piacentino.
Tra le sue destinazioni c’è Zerba, il Comune meno popolato dell’Emilia-Romagna, appena una sessantina di abitanti distribuiti tra il capoluogo e otto frazioni. Qui Filippo arriva due o tre volte alla settimana. Quando la strada si interrompe, però, il viaggio non finisce.
«I disagi più grandi, naturalmente, li provo nella stagione invernale, però anche in queste settimane, a causa di alcune strade interrotte, lascio l’auto nell’ultima piazzola utile e proseguo a piedi o con il monociclo», racconta sorridendo. E no, non è uno scherzo: infatti dove la sua fidata Panda non può arrivare, ecco che entra in gioco la ruota con sella attraverso la quale raggiunge ogni civico. Per lui non è un sacrificio. Anzi. «Conoscevo già questi luoghi, li frequentavo per passeggiate ed escursioni immerse nella natura –afferma -. Quando ho avuto la possibilità di lavorare tra queste montagne e vivere questo territorio quotidianamente l’amore è cresciuto ed è sfociato nell’acquisto di una casetta proprio nel cuore di Zerba, dove mi trovo benissimo.» Ma Filippo cosa ama di più di questi luoghi ? «Amo l’aria pulita, il silenzio, anzi – si corregge -, amo il rumore della natura e tutti quei suoni che nei centri antropizzati vengono annullati dalle attività umane.»
Per chi vive a decine di chilometri dal primo ospedale, dalla farmacia, dal supermercato o dal meccanico, il postino diventa inevitabilmente qualcosa di più. «In inverno la prima domanda riguarda sempre le condizioni della strada: se sono passati con il sale e se è pericoloso muoversi – spiega Filippo -. C’è anche tanta curiosità su quello che succede nei paesi più grandi, come Bobbio. E se qualcuno ha bisogno di aiuto, io cerco di rendermi disponibile, che sia per recuperare una ricetta medica o allungare una micca di pane.»
La voce di chi vive all'ombra del Lesima
«Siamo furi dal mondo effettivamente». Lo dice con un misto tra serenità e rassegnazione Ferruccio Rigoni, quando anche un po’ sorpreso vede arrivare alla sua porta il fidato porta lettere seguito da un giornalista incuriosito dalla bellezza del posto e un cameraman intento a riprendere quell’incontro rispettoso tra le case in pietra e la vegetazione colorata di una mattina di mezza estate. Dopo aver ricevuto il pacco da Filippo, il signor Rigoni racconta della scelta di vita fatta ormai quarant’anni fa quando insieme alla sua famiglia decise di trasferirsi dalla caotica Milano alla tranquilla Cerreto, frazione del più piccolo comune dell’Emilia-Romagna. «Non ho mai sentito la mancanza di servizi – spiega -, anche quando avevo le bimbe che andavano a scuola prima a Ottone e poi a Bobbio non l’abbiamo mai vissuto come una scomodità. E lo stesso vale per le visite mediche, sempre puntuali e rapide. Non tornerei mai indietro, l’unica cosa che davvero manca qui è l’opportunità di lavoro per i più giovani che a meno che non si inventino qualcosa di organale e sostenibile sono costretti a partire, magari anche a malincuore». Tra gli aspetti positivi riportati da Ferruccio c’è anche il rapporto con il postino: «Vedendoci con regolarità non ho nessuna difficoltà a definirlo un amico, pensate neanche il mio cane gli abbaia più».
«Il postino e tutti gli altri pochi servizi che ci sono rappresentano una presenza fondamentale per chi come me ha scelto di vivere così lontano da tutto» sottolinea il vicino di casa di Ferruccio Massimo Malaspina che nel borgo di Cerreto ha organizzato, dopo anni di passione e impegno, un vero e proprio piccolo museo della storia a vocazione agricola. Salendo da Cerreto a Zerba incontriamo Vandro Cremonesi e Maria Lina Barabarini, marito e moglie che possono vantare di avere un postino come vicino di casa: «Beh, di certo la posta è garantita» scherzano, mentre preparano il caffè. Ma anche loro tengono a precisare sin da subito che «Filippo non lo vediamo solo come il postino in servizio tra queste montagne, Filippo è nostro vicino di casa, ma soprattutto è nostro amico». Ed è proprio Vandro ad aver ripreso con il cellulare "l’impresa" sotto l’acqua battente di Filippo in sella al monociclo tra le vie del paese per consegnare la posta dove la sua Panda non riesce a passare. Immancabile a Zerba, la tappa all’Osteria La S’cianza dell’ex prima cittadina Claudia Borrè: «Il postino per queste zone rappresenta una sentinella sul territorio – spiega -. Lui conosce tutti, sa ascoltare e rappresenta un punto di riferimento soprattutto per i nostri anziani, ma anche per noi che viviamo qui estate e inverno. Naturalmente il fatto di aver comprato casa a Zerba lo rende a tutti gli effetti uno di noi, uno zerbese d’adozione a cui teniamo tanto»
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