Comunità macedone incredula e scossa: «Lui serviva messa»
Hako Vitanov e la moglie Milena erano attivi in parrocchia. Annullato il torneo per lutto

Federico Frighi
|11 ore fa

Una tragedia nella tragedia. Un dolore che si pensava anestetizzato in questi sei lunghi anni trascorsi dalla morte del figlio e della nipote in un incidente stradale in via Gadolini a Piacenza ma che invece affiorava nell’intimità del focolare domestico. E’ qui, secondo gli amici della parrocchia, che potrebbe celarsi la motivazione dell’omicidio.
«Nessuno sa che cosa prova veramente una persona dentro di sé» dice il custode della chiesa di San Bartolomeo, la storica parrocchia macedone di Piacenza dedicata a san Prohor Pcinski. E’ il giorno dopo la morte violenta di Milena Vitanova ed è l’unico presente, assieme ad un amico, in un luogo dove Hako Vitanov lo conoscono tutti: il centro sportivo di via San Sepolcro, gestito dalla parrocchia ortodossa. A cominciare dal pope, il sacerdote che guida la parrocchia macedone, padre Kliment Mishanj e che, coincidenza ha voluto, si trova bloccato in Germania ad un incontro con altri cento religiosi assieme al vescovo ortodosso europeo. Tornerà a Piacenza domani ma è da sabato pomeriggio che ogni minuto libero lo dedica a ricostruire quanto accaduto.
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