Frana Val d'Aveto, via ai lavori: «Montagna ferita, speriamo facciano presto»
L’intervento riguarda il tratto della Strada Provinciale 586R della Val d’Aveto, chiuso ormai da sei mesi per effetto di un movimento franoso particolarmente esteso e complesso

Marco Vincenti
|23 ore fa

Sono ufficialmente iniziati i lavori per il ripristino provvisorio del collegamento lungo la strada provinciale della Val d’Aveto, interrotta dallo scorso novembre a causa di una vasta frana nei pressi della diga di Boschi. Un intervento molto atteso dalle comunità dell’alta montagna tra Emilia-Romagna e Liguria, rimaste per mesi divise da un dissesto che ha compromesso uno dei principali collegamenti tra la Provincia di Piacenza e la Provincia di Genova.
Il cantiere è partito oggi, giovedì 7 maggio 2026, con un giorno di ritardo rispetto al programma iniziale a causa del maltempo. L’opera, finanziata con 300mila euro stanziati dalla Protezione Civile regionale, viene realizzata dalla ditta Geologic srl di Terlago (Trento) e dovrebbe concludersi entro il 15 luglio, salvo imprevisti o ulteriori condizioni meteo avverse.
L’intervento riguarda il tratto della Strada Provinciale 586R della Val d’Aveto, chiuso ormai da sei mesi per effetto di un movimento franoso particolarmente esteso e complesso, in un territorio che continua a fare i conti con smottamenti e cedimenti iniziati già dalla primavera del 2025.
«Verranno realizzate delle strutture flessibili simili a dei paravalanghe che verranno ancorate al versante in profondità – spiega Davide Marenghi, neo direttore generale della Provincia di Piacenza che per mesi ha seguito direttamente l’emergenza –. Si tratta di una zona particolarmente complicata dal punto di vista delle caratteristiche morfologiche del terreno. Siamo infatti di fronte a una frana estesa sia in superficie che in profondità, abbiamo quindi dovuto studiare diverse soluzioni per arrivare a un intervento che potesse offrire un minimo di garanzie sul ripristino della circolazione».
I lavori prevedono la ricostruzione del rilevato stradale attraverso l’installazione di strutture flessibili ancorate al versante e la realizzazione di opere di drenaggio delle acque sotterranee, con l’obiettivo di mettere in sicurezza il tratto e consentire la riapertura della viabilità.
Al termine dell’intervento la strada verrà riaperta con senso unico alternato regolato da impianto semaforico per circa 50 metri, una soluzione provvisoria ma considerata l’unica percorribile dopo mesi di studi tecnici e sopralluoghi.
«Un intervento molto atteso dalle comunità coinvolte – sottolinea Patrizia Calza, consigliera provinciale con delega alla Viabilità –. Rappresenta una sfida molto grande per l’amministrazione provinciale perché si tratta di una situazione estremamente complessa e in continua evoluzione alla quale noi vogliamo dare una risposta concreta, seppur provvisoria in un primo momento».
In questi mesi l’interruzione della strada ha avuto pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana di residenti, lavoratori e attività economiche della zona, costretti a lunghi percorsi alternativi per spostarsi tra Emilia-Romagna e Liguria.
Tra chi attende con più speranza la riapertura c’è Daniele Raggi, residente e titolare di un’attività a Salsominore: «Sono stati mesi difficili soprattutto per chi per lavoro era costretto a transitare sul confine tra Liguria ed Emilia-Romagna – racconta –. Speriamo che rispettino il cronoprogramma perché questa strada è fondamentale per tutta la nostra montagna. Abbiamo atteso fin troppo».













