Peste suina e ponte di Castelvetro: 720 cinghiali abbattuti e 5mila multe

Il bilancio 2025 degli interventi della Polizia Locale della Provincia di Piacenza. «La Psa preoccupa soprattutto nell'area orientale della provincia»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|10 ore fa
Peste suina e ponte di Castelvetro: 720 cinghiali abbattuti e 5mila multe
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Tutela della fauna selvatica e contrasto alla peste suina africana in primo piano nel bilancio 2025 della Polizia Locale della Provincia di Piacenza: 7.488 ore dedicate alla vigilanza ittica e venatoria, 2.050 persone controllate, 99 verbali elevati, 1.220 esemplari di fauna selvatica recuperati e curati, 169 carcasse rimosse, 375 nutrie abbattute e soprattutto 997 interventi di controllo sui cinghiali con il coinvolgimento di 4.710 operatori che hanno portato a 720 abbattimenti nell’ambito delle attività di contenimento della peste suina africana.
«In merito al contrasto della peste suina nel 2025 abbiamo aumentato gli interventi di abbattimento, arrivando fino a 720 capi abbattuti» le parole del comandante Matteo Re. «In generale - ha proseguito - la situazione è in fase di miglioramento nella parte occidentale, notiamo invece un peggioramento sul lato orientale verso Parma. Quindi la nostra attenzione resta alta» ha affermato il comandante del corpo locale della polizia locale della Provincia di Piacenza prima della presentazione del report dei servizi svolti durante l’anno 2025.
Sul fronte della sicurezza viabilistica, restano centrali anche i controlli sul ponte sul Po tra Castelvetro e Cremona, dove sono state accertate complessivamente 5.604 violazioni, di cui ben 5.011 legate al transito non consentito di mezzi pesanti superiori alle 20 tonnellate, nonostante i divieti: 2.286 in direzione Cremona e 2.725 verso Piacenza, con 747 veicoli stranieri. Un’attività resa possibile anche grazie al sistema di rilevamento Elfo-gate control, che consente di selezionare, fotografare e sanzionare i transiti irregolari, contribuendo alla salvaguardia della sicurezza strutturale del viadotto, particolarmente sollecitato dal traffico logistico dell’area. «Dei 5.011 verbali specifici, n. 2.286 sono stati elevati sul Ponte in direzione Cremona mentre sono stati n. 2.725 quelli in direzione Piacenza» ha precisato l’ispettrice Emilia Pace.
I dati sono stati presentati oggi, 9 aprile 2026, nella sala giunta di Corso Garibaldi. «Un grande impegno di squadra che la nostra polizia svolge insieme agli enti competenti e alle associazioni di volontariato» ha evidenziato la presidente della Provincia Monica Patelli.
Nel dettaglio delle attività faunistiche, la Polizia Locale è stata affiancata da guardie volontarie ittiche, venatorie ed ecologiche, con incontri mensili di coordinamento e un aumento dei controlli che ha portato anche al sequestro di 43 attrezzi da pesca. Tra le novità del 2025 l’avvio dell’«Operazione Po», un’azione interforze contro il bracconaggio fluviale che supera i confini amministrativi. Prosegue anche il piano di controllo della nutria, specie responsabile di danni alle arginature, mentre sul fronte della peste suina africana, presente sul territorio dal novembre 2023, si è reso necessario intensificare le attività di contenimento del cinghiale, considerate la misura più efficace per limitare la diffusione della malattia e proteggere gli allevamenti. Parallelamente, si registra un calo delle sanzioni ma un aumento delle attività di prevenzione e controllo, anche in ambito stradale, come sottolineato da Re: «Anche in materia stradale abbiamo incrementato le attività di controllo».
Importante anche la gestione delle criticità legate alla viabilità, in particolare durante i sei mesi di chiusura del ponte sul Nure che ha riversato un traffico intenso sulle strade provinciali: «Momenti di difficoltà soprattutto nelle prime settimane – ha commentato Re – ma fortunatamente nei sei mesi non si sono mai manifestati grandi criticità». Resta alta inoltre l’attenzione sul ponte di Castelvetro per contrastare il passaggio dei mezzi pesanti non autorizzati. A chiudere l’incontro è stato l’ex comandante Luigi Rabuffi, in pensione dal 31 agosto 2025: «A volte viene sottovalutato che questo corpo comprende 15 persone – le sue parole – ma guardando i numeri di attività svolte sembra quasi impossibile che siano state portate avanti da sole 15 persone. Tutti noi dobbiamo porci a tutela del patrimonio naturale del nostro territorio. Servirebbe garantire più risorse numeriche per chi si occupa della tutela del territorio, ma è una grande orgoglio rappresentare un sistema fondamentale a servizio della nostra comunità».