Groppallo, 130 firme contro il centro profughi

L'ex hotel Smeraldo candidato ad ospitare 40 migranti. La protesta degli abitanti: "Qui non abbiamo pullman, guardia medica, negozi, lavoro e neppure un sistema fognario"

Paola Brianti
Paola Brianti
|11 ore fa
Il centro abitato di Groppallo
Il centro abitato di Groppallo
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Centotrenta firme sembrano poca cosa, a meno che non sia il numero dei contrari al centro di accoglienza profughi a Groppallo, che di residenti effettivi ne conta 37. Una raccolta che ha avuto come base la pizzeria Bonjour, dove per una settimana in 130 sono confluiti da ogni frazione per dire, con nome, cognome e carta d’identità, che l’ex albergo Smeraldo non può diventare un posto in cui ospitare 40 migranti. Tutti razzisti? Non sembra. Tra i firmatari c’è Alessandro Bruzzi, che davvero non ci sta a passare per quello che ce l’ha con gli stranieri: «Non so se chi ha avuto l’idea di candidare la struttura a un bando per accoglienza migranti abbia idea di cos’è Groppallo. Oggi non c’è trasporto pubblico, né la guardia medica, non ci sono negozi dimensionati per un simile aumento di popolazione, non c’è lavoro e non c’è neppure un sistema fognario. Come si fa a passare al doppio delle persone senza servizi?».
La questione è diventata un caso in Alta Valnure. Al centro della contesa c’è un bando triennale della Prefettura di Piacenza e la candidatura dell’ex hotel Smeraldo da parte della Cooperativa Igea di Vercelli, che però ancora non avrebbe formalizzato l’acquisto dello stabile.