Un paese in lacrime per Cucuz: «C’era per tutti»
I giorni del lutto dopo la morte del consigliere comunale Braghi sulla Statale 45. Gli eventi della settimana saranno senza musica. La chiesa a Niviano aperta fino a sera per pregare.

Elisa Malacalza
|18 ore fa

Ci sono le panche di legno e i tavoloni, il palco, i segni di una festa che tra venerdì e domenica è stata troppo bella. E a due passi di distanza da quel campo dove si è cantato abbracciati Tintarella di luna e Maledetta primavera, ora c’è la chiesa aperta, stasera, fino alle 22, come ieri: aperta per chiunque voglia dire una preghiera per Michele Braghi, che nei video sui social della pagina della festa di Niviano è ancora lì a cucinare per tutti, mentre taglia le carote per quel pulled pork strepitoso e non fa sentire mai a disagio o di troppo nessuno, ma sempre tutti invitati.
Dopo l’incidente di lunedì, sulla Statale 45, all’incrocio di Ancarano, questo è il tempo duro dell’attesa: dell’autopsia, dell’ultimo saluto, straziante per la famiglia (la mamma, il papà, la sorella Giulia), ma anche per gli amici di una vita e per quelli che hanno sempre avuto una certezza. Che potevi chiamare Michele ad ogni ora e lui ti avrebbe risposto «arrivo», magari dopo un insulto in dialetto per averlo svegliato a tarda ora.
Gli amici sono quelli che si sono riversati sulla Statale, lunedì: quelli che sotto a quel lenzuolo bianco gli hanno accarezzato la mano, abbracciandosi forte come si fa quando la vita non ha più senso e ci si sente la pelle scorticata dai vetri dell’auto in frantumi.
Michele era così. Cucuz, per tutti, «perché nei paesi ci diamo i soprannomi, e il suo neanche mi ricordo da dove fosse nato, credo da Michele Cucuzza, da adolescenti». E infatti sono tanti i messaggi in paese per Cucuz: «Ciao Cucuz, questa è davvero una cosa difficile da spiegare, a volte la vita è davvero ingiusta, ci conosciamo da quando eri un ragazzino».

