Un murale a Bobbio: Repubblica partigiana e il plauso a Daveri

L’avvocato, partigiano cattolico, morì a Gusen nel ‘45. L’idea del sindaco Pasquali, sul muro nei pressi della statua di Colombano

Riccardo Freschi
|18 ore fa
Da sinistra il sindaco Roberto Pasquali, Romano Repetti, Gian Franco Rossi e Nadia Maffini - © Libertà/Riccardo Freschi
Da sinistra il sindaco Roberto Pasquali, Romano Repetti, Gian Franco Rossi e Nadia Maffini - © Libertà/Riccardo Freschi
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Nell’ottantaduesimo anniversario dalla Repubblica partigiana di Bobbio del 7 luglio 1944, il sindaco Roberto Pasquali - oltre a quanto abbiamo riferito ieri su Libertà - ha lanciato pubblicamente la proposta per un progetto di memoria. Un omaggio agli eroi che hanno contribuito con la propria vita all’assetto democratico del nostro Paese. Sulla parete nei pressi della statua di San Colombano, in viale Garibaldi, dove fino a qualche decennio fa c’era la scritta in merito alle battaglie per il Trebbia, è nata l’idea di dipingere un nuovo murale.
“Benvenuti a Bobbio, Repubblica partigiana”: questa sarà la scritta per ricordare anche che la bellezza della cittadina della Valtrebbia è stata il contributo di uomini e donne che hanno partecipato attivamente alla sua liberazione dalla dittatura nazi-fascista. Tra questi spicca la figura di Francesco Daveri, tra i principali militanti antifascisti di matrice cattolica. Di professione avvocato, divenne già noto quando dopo il primo arresto di Mussolini nel luglio 1943 bruciò pubblicamente il dipinto del duce appeso nel proprio studio di Bettola. Fu così che nel 1944 fu processato in contumacia da un tribunale speciale che lo condannò a cinque anni di reclusione.
Le persone presenti all'auditorium Daverio - foto Riccardo Freschi
Le persone presenti all'auditorium Daverio - foto Riccardo Freschi