Nuove cave a Ca' Trebbia, depositata la richiesta per estrarre più ghiaia

L'ampliamento consentirà di arrivare a 300mila metri cubi di ghiaia

Cristian Brusamonti
|6 giorni fa
Sorvolo del comparto C, il primo che sarà scavato
Sorvolo del comparto C, il primo che sarà scavato
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Due nuovi comparti estrattivi del polo Ca’ Trebbia - che si estende lungo il fiume da Gossolengo fino al confine col territorio di Piacenza - sono pronti per essere scavati, non appena passeranno l’iter di valutazione d’Impatto ambientale, dal momento che l’area è inclusa all’interno del Parco del Trebbia: c’è tempo fino al 16 febbraio per presentare osservazioni al piano.
A presentare la richiesta nei giorni appena precedenti il Natale è stata la ditta Ets EcoTecnologie, che ha sede proprio all’interno del polo estrattivo. Il progetto riguarda il recupero di materiale pregiato, cioè ghiaia del Trebbia, da due comparti estrattivi “B” e “C” già pianificati 15 anni fa all’interno del Pae. Per il momento, la richiesta è di attivazione immediata del comparto “C”: si scaverà fino a sette metri di profondità rispetto al piano di campagna e non si potranno estrarre più di 109.937 metri cubi di ghiaia. Entrambi i comparti sono contigui a zone già scavate in passato e l’area maggiore “B” consentirà in futuro di estrarre fino a 300mila metri cubi di ghiaia. Nel progetto vengono contemplati anche gli impatti acustici sulla popolazione (circa una ventina di abitanti residenti entro 500 metri dalle due aree tra Case di Trebbia, Colombara, Ca’ Matta e Bellaria) e sulla viabilità (che può sfruttare l’attuale camionabile del Trebbia). Al termine della coltivazione delle cave, le aree saranno ritombate e diventeranno nuovamente suolo agricolo, con una maggiore attenzione alla tutela del verde, siepi e rispetto della fascia “tampone” contigua al Parco del Trebbia.  Le indagini archeologiche, inoltre, sembrano escludere la presenza di manufatti o reperti in profondità.