Gli amici al sindaco: «Una panchina dove Leo è morto»

Sul sagrato della chiesa di San Quintino ci sono tanti genitori, che tra loro si dicono «non c’è niente di più terribile al mondo»

Paola Brianti
|23 ore fa
Gli amici di Leo con le magliette e i sindaci che hanno portato le condoglianze al papà
Gli amici di Leo con le magliette e i sindaci che hanno portato le condoglianze al papà
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A vent’anni non si piange. A vent’anni gli occhiali scuri servono a nascondere le notti passate fuori. A vent’anni non si sa niente della morte. Ma a Gossolengo, ieri, i ventenni erano diversi da tutti gli altri: piangevano l’amico Leo e le lacrime si facevano strada dagli occhiali scuri.
Leo, nato il 6 marzo 2003 e morto il 27 settembre a soli 23 anni. Viaggiava come passeggero su una Mini finita contro un albero in via Carella a Pianello. Arrivano i sindaci di Gossolengo e Pianello, Andrea Balestrieri e Mauro Lodigiani, entrambi in fascia tricolore. «Alcuni amici mi hanno appena chiesto di mettere una panchina in via Carella, dove Leo è morto - dice Lodigiani - La prossima settimana ci incontreremo ma la mia risposta è sì: abbiamo adottato lui e tutti loro, quello che è accaduto è talmente grande e straziante che li accoglierò volentieri, troveremo il modo insieme».
Sul sagrato della chiesa di San Quintino ci sono tanti genitori, che tra loro si dicono «non c’è niente di più terribile al mondo», «solo un padre o una madre possono capire un simile dolore». Ma soprattutto ci sono tanti ventenni, aspettano Leo indossando una maglietta nera: sulle spalle la scritta “Leo” e davanti “Per sempre uno di noi”.
Le hanno fatte stampare in fretta e non ce ne sono per tutti, «lo stiamo ricordando come siamo certi che avrebbe voluto», dice un amico. In paese, altri striscioni ripetono lo stesso messaggio.