Cassolo, ad Alfio Mussi sarà dedicata una passeggiata: una carezza voluta da Bobbio

il tribunale dopo 14 anni: il guardrail era di Anas. L’ultima sentenza mette fine ai dubbi di papà Angelo sul drammatico incidente del 2012

Elisa Malacalza
Elisa Malacalza
|18 ore fa
L'incidente in cui nel 2012 perse la vita Alfio Mussi
L'incidente in cui nel 2012 perse la vita Alfio Mussi
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Per quattordici anni, ogni giorno, Angelo Mussi, muratore di Pieve Porto Morone, si è aggrappato con le forze che gli sono rimaste al cercare una sola risposta. «Aveva bisogno di sapere di chi fosse quel guardrail di cui è stata accertata l’inadeguatezza, e che il 7 giugno 2012 non ha fatto da argine all’impatto con la sua Audi A3. Aveva bisogno di sentirsi dire che, anche se guidava, non era tutta colpa sua. Perché suo figlio, Alfio, è morto, quel giorno», spiega l’avvocata Alessandra Salvadè.
Sull’auto, lungo la Statale 45, al chilometro 102, viaggiavano infatti Angelo e suo figlio Alfio, 19 anni, fresco di diploma a Castelsangiovanni. Un volo di venticinque metri, dallo svincolo di Cassolo: e alle disperate grida del papà, Alfio non ha mai più risposto.
Di chi era quel guardrail, oggi avvolto dall’imponente cantiere di consolidamento sul ponte di Cassolo? La risposta è arrivata in un tempo clamoroso di 14 anni ed è una conferma a quanto avevano stabilito a fine 2025 i periti, dopo anni di analisi al centimetro, accuse, rimpalli, controaccuse: il guardrail era di Anas.
A metterlo nero su bianco è stata l’ultima sentenza del tribunale di Piacenza, depositata il 31 marzo 2026 e firmata dalla giudice Marta Lombardi: la pronuncia chiude una delle questioni più controverse e complesse della vicenda, quella relativa alla proprietà e alla gestione della protezione che, secondo le perizie, non avrebbe svolto adeguatamente la propria funzione di contenimento.
Nel frattempo, arriva una carezza: «Un tributo umano», lo definisce Salvadè. Il Comune di Bobbio, con il Comune di Coli, dopo aver dimostrato non senza fatica la totale estraneità rispetto alla competenza del guardrail, ha accolto il desiderio della famiglia di ricordare Alfio: la stradina parallela alla Statale 45, che inizia alla fine dell’abitato di Cassolo ed è destinata a diventare una passeggiata ciclopedonale, porterà il nome del giovane.
Una targa, venerdì sera sottoposta al consiglio comunale di Bobbio - il via libera è stato unanime - troverà casa lungo il percorso. A scriverne le parole è stato il fratello di Alfio: “Nel soffio tra le fronde vi scorre il pensiero”, si legge.