Caso della maxi villa, Regione contro Gazzola: «Inerzia dal Comune»
Mentre le ruspe hanno iniziato a sbancare alla Costa Chiappona, è giallo sui permessi per la residenza con piscina e anfiteatro
Cristian Brusamonti
|8 ore fa

Le ruspe al lavoro per la costruzione della villa- © Libertà/Cristian Brusamonti
«Regione, Provincia e Soprintendenza si sono subito attivati, dopo la nostra segnalazione, per chiedere accertamenti al Comune di Gazzola. Ma dal municipio, finora, non è ancora arrivata una risposta chiara sulla legittimità del permesso di costruire rilasciato per la maxi villa». Così Legambiente e Italia Nostra tornano sul caso del nuovo contestato intervento edilizio in località Costa Chiappona di Gazzola, sulla strada panoramica che collega Monticello a Pigazzano. Il pretesto è l’ultima interrogazione del consigliere Paolo Burani all’assemblea regionale di Bologna, sulla quale l’assessora Irene Priolo ha spiegato come siano ancora in corso approfondimenti, poiché alcuni elementi sembrano contrastanti rispetto alle norme in vigore.
In questi giorni, alla Costa Chiappona, è un via vai di ruspe ed escavatori: sono iniziati i lavori di sbancamento della collina che affaccia sulla Valtrebbia. Lì sarà costruita una grande residenza da 700 metri quadrati, piscina, anfiteatro e un grande giardino tematico. Un intervento, lo ricordiamo, che sfrutta la possibilità della legge regionale di sommare in un unico luogo i volumi di altre costruzioni rurali da demolire in zona: per il Comune di Gazzola è tutto a norma di legge, per gli ambientalisti, invece, una forzatura. La vicenda è finita ora in una interrogazione di Paolo Burani (Avs) all’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna per chiedere se l’attuale quadro normativo garantisca nel caso specifico l’obiettivo del contenimento del consumo di suolo, vista «la localizzazione dell’intervento in ambito agricolo di rilievo paesaggistico e la presenza di aree interessate da dissesto attivo secondo le carte Pai».



