Braccio di ferro sull’acqua del Brugneto. «I soliti 2,5 milioni? Una presa in giro»
Deludenti, secondo Binelli del Comitato difesa Valtrebbia, i termini dell’accordo in dirittura d’arrivo tra Bologna e Genova

Paolo Marino
|18 ore fa

Diga del Brugneto il 1 giugno 2026
Come sta andando la trattativa tra le Regioni Emilia-Romagna e Liguria per l’acqua dell’invaso del Brugneto? Se, come sembra, l’accordo sembra essere dietro l’angolo, di cosa si sta parlando? Quali sono i quantitativi di acqua in ballo per approvvigionare il corso del Trebbia? Lo vorrebbero sapere gli amministratori della valle, per il momento all’oscuro, e ancor di più gli agricoltori che in questo periodo hanno necessità di irrigare i campi.
A livello ufficiale da Bologna e da Genova non esce nulla. Trapelano però indiscrezioni. Le ha raccolte Fabrizio Binelli, figura storica di Legambiente, attivo componente del Comitato difesa Trebbia. «Ci risulta che le due Regioni siano ormai in una fase terminale della trattativa - spiega - e che il contenuto dell’accordo, per quanto riguarda la quantità di acqua che verrà rilasciata dal Brugneto, sia limitato». In sostanza, spiega Binelli, l’idea sarebbe quella di riproporre i contenuti del disciplinare scaduto due anni fa. In sostanza, l’invaso in territorio genovese concederebbe i soliti 2,5 milioni di metri cubi all’anno, rilasciati nei mesi estivi. «In più, rispetto al vecchio disciplinare, ci sarebbe la possibilità di incrementarlo tale quantitativo fino a quattro milioni di metri cubi, in base alla disponibilità di acqua del Brugneto e alle esigenze del Piacentino», precisa Binelli.
Mesi fa la partita era iniziata decisamente in salita. A marzo scorso Libertà aveva pubblicato una relazione di Ireti Liguria nella quale la società ipotizzava il rilascio zero alla Valtrebbia dalla diga del Brugneto. Uno scenario contro il quale c’era stata una sollevazione. Ma l’evoluzione della trattativa appare comunque deludente. Sostanzialmente, salvo le possibili deroga fino a 4 milioni, viene riproposto il vecchio disciplinare approvato nel 1962.
I termini della discussione attualmente sul tavolo degli assessorati regionali sarebbe emerso durante un recente incontro del Comitato difesa Valtrebbia con l’Autorità di Bacino.

