I vicini di casa di Alberti rivelano: «Anche il nonno finì nello scantinato»
A Poggio Salvini si aspettavano l’epilogo tra liti, dispetti e quella famiglia «asociale». «In passato anche il padre di Luigi urlava da lì»
Mariangela Milani
|22 ore fa

La casa della famiglia Alberti
«Me lo aspettavo che sarebbe finita così». Non hanno dubbi i vicini di casa. Quando ieri mattina i carabinieri del Nucleo Investigativo si sono presentati nella villetta all’angolo tra via Donatello e via Giotto, per arrestare Giuseppe Alberti e porre ai domiciliari l’anziana madre Giuseppina, molti tra i vicini di casa hanno avuto la conferma di quanto già immaginavano. Almeno questo si desume dalle testimonianze raccolte «a caldo».
Testimonianze da cui di evince, tra l’altro, un dettaglio preoccupante. Una vicina ricorda: « Anche il padre di Luigi, quando era molto anziano, era stato chiuso in cantina». Un altro vicino ricorda di aver saputo in passato che il padre di Luigi, nonno di Giuseppe arrestato ieri mattina, fosse stato chiuso nel seminterrato e addirittura ricorda di averlo sentito «urlare e chiedere aiuto». Dettagli che di certo accrescono, se possibile, i contorni inquietanti di questa vicenda che, a quanto pare di capire, è nata all’interno di un contesto di degrado che si protrarrebbe da più generazioni. I vicini parlano anche di rapporti tesi con insulti che gli Alberti avrebbero rivolto ai passanti, dispetti e liti per futili motivi. C'è chi li descrive come «asociali» e «litigiosi».
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