Dopo 50 anni riapre la stalla del nonno: «Ricchezza è produrre ciò che mangio»
Pecorara, la sfida di Marco Bongiorni e della moglie Uzza: vacche al pascolo, razze autoctone e azienda familiare a ciclo chiuso
Fabrizio Tummolillo
|9 ore fa

Alcuni momenti del lavoro di Marco Bongiorni e della moglie Uzza Seretean nella stalla di Casa Maini - © Libertà/FabrizioTummolillo
Una nuova stalla che apre nell’alta valle del Tidone è una buona notizia in un territorio che da decenni conosce uno spopolamento apparentemente irreversibile di residenti e attività. Marco Bongiorni, classe 1976, con la moglie Uzza Seretean, originaria della Romania, ha ristrutturato a Casa Maini, presso Pecorara, la vecchia stalla dei nonni materni, in disuso da quasi 50 anni e ha avviato un piccolo allevamento di vacche e vitelli.
Un’azienda familiare come quelle di una volta ma con attenzione al benessere animale e al “ciclo chiuso”: le vacche possono pascolare all’aperto, erba medica e fieno biologico provengono dai campi di Bongiorni, mentre carne e latte sono destinati alla vendita e all’autoconsumo. Può capitare così di fare colazione con il latte munto pochi minuti prima da Vittoria, la “pezzata rossa” arrivata da pochi giorni insieme a Red, la sua vitella.
«Il latte andrebbe bevuto subito per lo stesso motivo per cui bisognerebbe mangiare una mela appena colta. Più il cibo è fresco, più è sano» sottolinea Bongiorni. «Oggi la ricchezza è avere un orto, qualche gallina, alberi da frutta. Coltivare ciò che si porta in tavola è l’unica soluzione per avere la certezza di disporre di cibo sano».
A cominciare dal pane: qui si mangia quello ottenuto dal frumento biologico coltivato in azienda e macinato in uno dei piccoli mulini elettrici domestici che Bongiorni, anche falegname, costruisce e vende su Internet. Perfino la crusca avanzata finisce nel mangime.



