Stagione di funghi, coppia intossicata: scambiano i “Luridus” per porcini

Marito e moglie di Caorso li hanno raccolti tra i boschi di Pradovera. Il micologo: «Un controllo salva vite»

Paola Brianti
Paola Brianti
|9 ore fa
Stagione di funghi, coppia intossicata: scambiano i “Luridus” per porcini
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A sentirne il nome scientifico, “Suillellus Luridus”, mai verrebbe il desiderio di mangiarlo: sembra un avvertimento scritto direttamente da madre natura. E invece la tentazione del bosco ha avuto la meglio. Sono marito e moglie residenti a Caorso i protagonisti del primo episodio di intossicazione della stagione registrato a Piacenza. Con qualche giorno d’anticipo rispetto all’anno scorso, che era stato il 22 settembre.
La coppia è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale nel cuore della notte tra lunedì e martedì in condizioni di sofferenza dopo aver consumato un piatto che i due credevano sicuro. Tutto è iniziato la scorsa settimana, durante una gita a Pradovera, frazione di Farini. Nel cestino, hanno collezionato un bottino cospicuo, convinti di aver fatto il pieno di porcini. Una parte del raccolto è stata cotta a lungo e poi subito consumata, senza conseguenze. La seconda è stata fatta essiccare. E proprio lunedì la coppia ha deciso di riutilizzare i funghi secchi per preparare un sughetto veloce e mettere in tavola un risotto.
A fare chiarezza è il micologo Ausl, Giuseppe Bernazzani. «Non si tratta di una specie con tossicità acuta, ma è molto complicata da consumare e il sistema di certificazione tende ad eliminarli». Il Luridus appartiene al gruppo dei cosiddetti “viranti”: se tagliato, la polpa cambia colore virando nettamente al blu. È un fungo che possiede una tossicità termolabile: può essere consumato solo a patto di rispettare una cottura molto prolungata e intensa. Meglio insomma non mangiarli affatto.