L’amore che resiste, alla Rsa di San Giorgio diventa poesia

«Più di prima» è la raccolta scritta da Benito Cugini per la moglie Maria, ospite della casa di riposo. Il ricavato andrà alla struttura

Nadia Plucani
|9 ore fa
Un tenero bacio di Benito alla sua Maria nella Rsa - © Libertà/Nadia Plucani
Un tenero bacio di Benito alla sua Maria nella Rsa - © Libertà/Nadia Plucani
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Amore ha tanti significati, ma quello che Benito Cugini ha sperimentato sulla sua pelle è che amore significa rimanere accanto alla persona con cui si è condivisa la vita e amarla più di prima quando l’età avanza e si diventa fragili. Benito Cugini è un 89enne in forma smagliante, originario di Castelleone, in provincia di Cremona, con un passato da geometra, dottore in scienze economiche, di paracadutista della Folgore e di dirigente aziendale, professione che lo ha portato a vivere a San Giorgio, con Maria Bianchi, di Noceto, in provincia di Parma, che ha conosciuto all’università.
Come è nata la loro storia
«Io avevo 19 anni, lei 18 – racconta -. Dal nostro amore è nata Cecilia, oggi dirigente scolastica. Abbiamo vissuto per lei e per la nostra nipotina Silvia, che ha 25 anni, si è laureata in ingegneria biomedica a Londra e ora è ricercatrice all’università di Zurigo». «Ho 89 anni e cinque mesi» precisa Benito, quando lo incontriamo nella casa di riposo Ceresa di San Giorgio. Frequenta la struttura da due anni, due volte al giorno, dove è ricoverata Maria, sua moglie, «la donna che da settant’anni è al mio fianco», dice. Maria è oggi è accudita alla rsa. «E’ un pulcino indifeso – racconta la direttrice Michela Ferri -. Ma il marito la raggiunge ogni giorno a pranzo e a cena, le porta la frutta che le piaceva tanto, il frullato di mango pakistano, le parla e le sta vicino».