Morfasso, tomba per il partigiano ignoto: «La memoria si coltiva con gesti concreti»

L’opera è stata fatta realizzare al cimitero da Gianluca Saccomani per una vittima dell’eccidio di Rocchetta rimasta senza nome

Redazione
|9 ore fa
Morfasso, tomba per il partigiano ignoto: «La memoria si coltiva con gesti concreti»
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Nella parte più vecchia del cimitero di Morfasso c’era una piccola croce in legno che è sempre stata rivolta verso il monte Menegosa, mentre tutte le altre tombe sono orientate verso l’ingresso. Questa croce, restaurata più volte, ha sempre segnalato e umilmente protetto i resti di un partigiano dal nome e dal volto ignoti, caduto nell’eccidio nazista avvenuto a Rocchetta di Morfasso il 7 gennaio 1945. 
I morfassini, specialmente quelli che hanno vissuto i tempi tremendi della guerra, si sono sempre accostati con grande affetto e sincero attaccamento al piccolo lembo di terra che custodisce le spoglie, quasi appartenessero a un loro familiare. In occasione della ricorrenza di Ognissanti e di altre festività, il terreno davanti alla croce è sempre stato delicatamente zappato, guarnito di fiori e lumini votivi. D’ora in poi la sua memoria sarà custodita da una splendida livrea: il partigiano ignoto attendeva una lapide e una croce di marmo da 81 anni.
L’opera è stata fatta realizzare dal morfassino Gianluca Saccomani.