Crediti falsi, azienda nei guai: sequestrati 680mila euro
La Finanza blocca un sistema che avrebbe sfruttato incentivi per la formazione dei dipendenti e investimenti nel Mezzogiorno
Federica Barbarotto
|5 ore fa

Un presunto sistema costruito per ottenere e utilizzare crediti d’imposta inesistenti, sfruttando gli incentivi pubblici destinati alla formazione dei dipendenti e agli investimenti nel Mezzogiorno. È l’ipotesi al centro dell’indagine della guardia di finanza di Lodi che ha portato al sequestro preventivo di 680mila euro nei confronti di una società lodigiana del settore informatico e all’applicazione di misure cautelari personali e interdittive nei confronti del suo rappresentante legale.
L’inchiesta, coordinata dalla procura della Repubblica di Lodi, è partita da un’analisi di rischio sulle imprese beneficiarie del credito d’imposta “Formazione 4.0”, misura finanziata con fondi del Pnrr per sostenere la qualificazione del personale. Secondo gli investigatori, la società avrebbe creato crediti fiscali inesistenti, utilizzandoli poi per compensare imposte e contributi dovuti tra il 2020 e il 2023.
Gli accertamenti avrebbero evidenziato che i corsi di formazione indicati per ottenere il beneficio fiscale non sarebbero mai stati svolti. I dipendenti, infatti, non avrebbero partecipato ad alcuna attività formativa. I crediti d’imposta ritenuti inesistenti e compensati tramite modello F24 ammonterebbero a 536mila euro. Per questi fatti è stato ipotizzato il reato di indebita compensazione.
L’indagine ha inoltre aperto un secondo filone.
Dall’esame dei bilanci è emerso che nel 2023 la società aveva avviato un’attività di noleggio di imbarcazioni in provincia di Napoli, beneficiando di 140mila euro di crediti d’imposta destinati agli investimenti nel Mezzogiorno per acquistare un’imbarcazione di pregio.
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