Bms, lavoratori in lacrime. «Ma che colpa abbiamo noi?»

A Caorso senza stipendio e con i cancelli chiusi. «O cadiamo in un burrone o cadiamo da un ponte», si sfogano. Solidarietà dalle istituzioni

Valentina Paderni
|20 ore fa
L'azienda Bms di Caorso
L'azienda Bms di Caorso
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«Ho lavorato tanto per questa ditta. Non so cosa sia accaduto». Si commuove una delle dipendenti della Bms di Caorso che, da un giorno all’altro, si è ritrovata a casa, assieme agli altri oltre 30 colleghi. Le lacrime sono il frutto della dedizione di chi per 38 anni si è dedicata a far crescere un’attività produttiva del settore del confezionamento per alimenti; un’attività che, negli anni, si è trasformata.
«Ho iniziato a lavorare per il nostro titolare nel 1988, l’anno del mio matrimonio», viene detto come a sottolineare l’importanza di quel contratto su cui è stata costruita una famiglia. Nel mezzo ci sono stati una divisione societaria, un trasferimento in uno stabilimento a Valconasso per circa tre anni e mezzo e infine il ritorno a Caorso con la nascita della Bms.
«Inizialmente eravamo in 5 o 6», continua l’iscritta alla Cgil. «Poi sono stati acquistati macchinari, assunte altre donne, rilevato una ditta di Montale e siamo cresciuti, arrivando ad essere quasi una sessantina». Raggiunto l’apice è iniziato il lento declino.