Comuni montani, via libera della Regione ad altri sei territori

Entrano Alta Val Tidone, Piozzano, Travo, Gropparello, Lugagnano Val d'Arda e Vernasca

Redazione Online
|6 ore fa
Comuni montani, via libera della Regione ad altri sei territori
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«Per l'Emilia-Romagna i comuni montani sono 122 e non 99 e per tutte le politiche regionali, dalle strategie ai fondi montagna alle condizioni di maggior favore per bandi e servizi, nessuno resterà indietro». Lo dicono il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessore regionale alla Montagna e alle Aree interne, Davide Baruffi, al termine della Giunta che ha approvato la delibera regionale che prende atto della nuova classificazione nazionale dei Comuni montani, disposta con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri l'11 maggio .
Il Dpcm, infatti, identifica solo 99 Comuni montani in Emilia-Romagna, riconosciuti esclusivamente in base a criteri di natura fisica e morfologica, cioè pendenza e altitudine. In regione nove Comuni per lo Stato perdono dunque la 'montanità' e sono Varano dè Melegari, nel Parmense; Monte San Pietro, Sasso Marconi, Marzabotto, Borgo Tossignano, Casalfiumanese e Fontanelice nel Bolognese; Mercato Saraceno e Sogliano al Rubicone in provincia di Forlì-Cesena.
Altri nove, invece, la acquistano: Alta Val Tidone, Piozzano, Travo, Gropparello, Lugagnano Val d'Arda e Vernasca nel Piacentino; Langhirano nel Parmense; Modigliana e Civitella in provincia di Forlì-Cesena. Di fronte a questa scelta, la Giunta regionale ha scelto «di confermare una visione globale della montagna». La delibera approvata aggiorna anche l'elenco ufficiale regionale integrando i 99 Comuni individuati dal Governo con ulteriori 23 territori ricompresi direttamente dalla Regione: così la quota complessiva sale a 122.
«La legge regionale continuerà a essere inclusiva - assicurano de Pascale e Baruffi - La Regione non vuole assolutamente spezzare o indebolire il lavoro per la coesione avviato con decisione in questi anni». Presidente e assessore sottolineano poi l'impegno finanziario messo in campo per tutelare anche chi è rimasto fuori dal decreto nazionale.