Colonnine elettriche, Piacenza è sesta in regione

Lla città si difende ma la provincia resta indietro. Oggi 129 impianti sono nel capoluogo e 243 nelle valli, dove pesano 
le difficoltà della rete e una distribuzione ancora disomogenea

Marco Castelli
|22 ore fa
Un’auto elettrica in fase di ricarica ad una colonniuna pubblica di Vigolzone - foto Marco Castelli
Un’auto elettrica in fase di ricarica ad una colonniuna pubblica di Vigolzone - foto Marco Castelli
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Non può esserci sviluppo della mobilità elettrica senza la crescita della rete di colonnine di ricarica. In un tempo in cui l’offerta di mezzi a zero emissioni - auto, furgoni, moto, bici e monopattini - sta aumentando esponenzialmente, l’infrastruttura è un tema centrale. Qual è lo stato dell’arte dei punti di ricarica pubblici nel Piacentino? Approfondiamo questo tema, partendo dal presupposto che attualmente, come abbiamo sperimentato direttamente qualche settimana fa provando una vettura elettrica, il rifornimento di energia nelle varie zone della provincia non è sempre agevole e rappresenta una sfida per le amministrazioni comunali e non solo.
La mappa del territorio
I dati di Motus-e, l’associazione nazionale che unisce operatori industriali, filiera automotive e mondo accademico con l’obiettivo di accelerare la transizione verso la mobilità sostenibile, testimoniano che, tra le nove province dell’Emilia-Romagna, Piacenza, in termini di infrastrutture di ricarica pubblica, si posiziona al sesto posto, dietro Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena e Parma e davanti a Ravenna, Reggio Emilia e Rimini.
Parliamo di 578 punti di ricarica (cioè le singole prese attraverso cui può essere ricaricato un veicolo) installati sul territorio, corrispondenti a 372 colonnine mappate (l’apparecchio che si vede nel parcheggio o lungo la strada). Poiché 129 di queste colonnine sono dislocate in città, ne rimangono 243 nelle valli, incluse quelle private a uso pubblico o semipubblico (ad esempio, le stazioni situate nei centri commerciali e negli hotel) e quelle non ancora attive. Un’offerta che, guardando alla sua distribuzione, deve crescere ulteriormente in termini di capillarità per combattere l’ansia d’autonomia degli automobilisti.