Bimbi con la febbre a scuola? «Servono buon senso e vaccinazioni»

Si accende il dibattito dopo lo sfogo dell'allenatore Matteo Giunta, marito di Federica Pellegrini

Elisabetta Paraboschi
|3 giorni fa
Bambini all'ingresso delldi una scuola (foto d'archivio)
Bambini all'ingresso delldi una scuola (foto d'archivio)
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Lo sfogo su Instagram dell’allenatore Matteo Giunta, marito di Federica Pellegrini, ha acceso il dibattito sui genitori che mandano i figli malati all’asilo. Giunta ha raccontato il doppio ricovero della figlia in una settimana per un’influenza contratta al nido, puntando il dito contro chi non rispetta le regole di buon senso. Un problema ben noto a nidi e materne, come conferma Valentina Suzzani, direttrice tecnica dell’area educativa di Unicoop: «La famiglia è responsabile della salute del proprio bambino. Non serve tenerlo a casa per un raffreddore, ma se non sta bene deve restare a casa, come un adulto che è malato».
Suzzani ricorda l’esistenza di criteri di allontanamento condivisi da Comune e Ausl di Piacenza: febbre sopra i 37,5 gradi, congiuntivite purulenta, episodi ripetuti di vomito o dissenteria. Al rientro è richiesta una certificazione che attesti il rispetto delle indicazioni pediatriche.
Sul tema interviene anche il primario di Pediatria dell’ospedale di Piacenza, Giacomo Biasucci, che sottolinea come sia possibile vaccinare contro l’influenza i bambini dai sei mesi in su. «Quest’anno abbiamo registrato molti ricoveri per miositi e gravi affezioni respiratorie – spiega –. Il recupero richiede tempo, soprattutto nei primi anni di vita, ma spesso non viene rispettato per esigenze lavorative. Per questo la vaccinazione resta uno strumento fondamentale».