Chiudono otto punti Avis, ecco come cambia il sistema

Sempre più difficile reperire personale e mezzi. Il presidente Villa: «L’obiettivo non è ridurre il servizio, ma renderlo più solido»

Nadia Plucani
|1 ora fa
L'insegna del centro prelievi della sede Avis di Vernasca
L'insegna del centro prelievi della sede Avis di Vernasca
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Una nuova riorganizzazione interesserà la rete dei punti di raccolta del sangue dell’Avis provinciale. Da gennaio, chiuderanno infatti i punti Avis di Cadeo, Caorso, Castell'Arquato, Gossolengo, Ponte dell'Olio, Rustigazzo, San Giorgio e Vernasca. Chiusura dei punti Avis non significa chiusura delle relative associazioni. Queste sezioni Avis, infatti, continuano nel loro compito di sensibilizzazione alla donazione di sangue, importante perché sia garantita la presenza dei donatori.
Aperte undici sedi
Rimangono operative per la raccolta del sangue le sedi Avis di Alseno, Bettola, Bobbio, Carpaneto, Cortemaggiore, Monticelli, Morfasso, Pianello, Podenzano, Pontenure e Rivergaro dove i donatori si potranno rivolgere per i periodici prelievi.
La riorganizzazione nasce da diverse necessità, tra cui quella di una migliore e ancora più efficiente gestione delle strutture, del materiale, del personale medico e infermieristico necessario ad ogni seduta di raccolta che è sempre più difficile reperire.
Cosa viene potenziato
Saranno potenziate le aperture domenicali al Centro trasfusionale dell’ospedale di Piacenza, anche per la raccolta del plasma, strategica per garantire la disponibilità di farmaci plasmaderivati e rispondere ai bisogni di cura di migliaia di persone.
Collaborazione con Ausl
«Dobbiamo ricordare che la raccolta di sangue in provincia di Piacenza - evidenzia il presidente di Avis provinciale Giovanni Villa - è da sempre caratterizzata da una stretta collaborazione tra Azienda Usl e Avis provinciale attraverso una rete composta dai centri ospedalieri di Piacenza, Fiorenzuola e Castelsangiovanni e dai punti di raccolta associativi diffusi sul territorio provinciale. L’obiettivo della riorganizzazione non è ridurre il servizio, ma renderlo più solido, sostenibile e adeguato alle necessità future del sistema sangue provinciale».
Dopo la riforma del 2012
Una prima revisione era stata necessaria nel 2012 per adeguare i punti Avis ai requisiti previsti dalle normative regionali e nazionali in materia di sicurezza, qualità e accreditamento sanitario.
«Contesto cambiato»
«Oggi il contesto organizzativo, gestionale, normativo, è nuovamente cambiato – informa Villa - perciò è necessario un ulteriore aggiornamento della rete. Il percorso di revisione e aggiornamento dei punti di raccolta associativi è stato condiviso con le sezioni comunali già dal settembre 2025 e sviluppato attraverso incontri e confronti. Si è tenuto conto degli aspetti strutturali e organizzativi dei singoli punti di raccolta, ma anche delle disponibilità operative dei volontari, della sostenibilità gestionale e delle esigenze dei donatori».
Tutelate aree periferiche
Vengono mantenuti punti di raccolta strategici distribuiti nelle diverse aree della provincia – fa sapere Villa – e nelle aree più periferiche: «Alcune sedi potranno incrementare le aperture per la raccolta del sangue e saranno potenziale le aperture domenicali del Centro trasfusionale dell’ospedale di Piacenza, per dare una risposta concreta alle esigenze dei donatori di sangue e di plasma. L’autosufficienza nella raccolta di plasma rappresenta oggi una delle sfide più importanti per il sistema sanitario e per Avis stessa».