Vezimo non dimentica: domani messa, mostra e voci ricordano la strage
Sarà inaugurata una lapide commemorativa realizzata dal dottor Piero Mozzi. Alle 16.30 messa con don Manici, poi ricordi e celebrazioni fino alla serata con Ziotti
Redazione
|9 giorni fa

La nuova lapide voluta dal dottor Piero Mozzi
Proprio lì dove il tempo si è fermato, sull’aia dove in un’istante venne cancellata nel sangue e nell’orrore una intera generazione la sera tra il 20 e il 21 agosto 1944, si torna tutti insieme domani, per ricordare cosa è stata la bomba che ha causato la strage di Vezimo, in Valboreca, comune di Zerba.
Alle 16.30, domani, giovedì 21 agosto, sarà celebrata da don Enzo Manici la messa in ricordo delle vittime del cacciabombardiere che, viste dall’alto le fioche luci usate per illuminare una balera improvvisata in occasione del patrono san Bernardo, sganciò dal cielo le bombe causando più di trenta vittime e cinquanta feriti e mutilati.
Molti erano poco più che bambini. Quella bomba, nei ricordi più dolorosi del paese e nei suoi incubi, continua a scoppiare: per questo è importante andare in "pellegrinaggio" a Vezimo, dove il dottor Piero Mozzi ha fatto tra l’altro restaurare a sue spese, dopo il tetto della chiesa, la lapide che ricorda in nomi dei martiri.
Alle 17.30 sarà inaugurata una mostra fotografica in paese su volti, storie, personaggi del luogo. Alle 18 Francesco Bonomini alla fisarmonica e il gruppo teatrale Quarta Parete tornano in paese per dare vita alle letture del libro "Volevamo solo ballare", scritto per le edizioni Officine Gutenberg dalla giornalista di Libertà Elisa Malacalza con Alice Lombardelli e Marco Ridella, familiari delle vittime e dei feriti.

Nei giorni scorsi il libro è stato presentato a Bogli, paese di origine degli avi di Arturo Toscanini, da Lombardelli, tra domande del pubblico, curiosità e soprattutto riflessioni su quanto accaduto. A breve sarà anche comunicato l’importante progetto di sostegno alla memoria delle vittime di Vezimo sostenuto dalla parte di ricavato delle vendite del volume destinate all’autrice e devolute dalla stessa al paese: l’idea è quella di pannelli diffusi che ricordino la voce dei superstiti e il dolore lacerante dei familiari intervistati per realizzare il libro.

Domani, giovedì, intanto, dopo un aperitivo alla locanda Zuffi, saranno Luigi Ziotti e Marisa Cella a proiettare il documentario "Viaggio nel cuore della Valboreca". L’opera dell’ instancabile coppia di fotografi naturalisti ed esperti era stata trasmessa da Telelibertà con ottimo riscontro di pubblico: mostra infatti gli angoli più suggestivi della valle più autenticamente "selvaggia" del Piacentino, dove le tradizioni sono intatte - il 24 agosto si festeggia la festa patronale di Suzzi - e la natura si svela potentissima.
In caso di maltempo ci si sposta in chiesa.