Più di tremila fedeli in preghiera a Le Mose per la fine del Ramadan
Redazione Online
|4 anni fa

Oltre tremila persone pregano nel grande parcheggio fra Piacenza Expo e il Palabanca. E’ “Id al fitr”, letteralmente la festa dell’interruzione che segna la fine del digiuno e il termine del mese di Ramadan.
Tradizionalmente un momento di gioia, anche se l’assalto alla moschea di Gerusalemme e gli scontri fortissimi degli ultimi giorni a Gaza oscurano non poco la festa: lo evidenzia, a nome di tutti, anche il presidente della Comunità islamica Yassine Baradai, mentre ammette che “abbiamo vissuto male l’attacco alla moschea che è un simbolo per tutti i musulmani: tacere su questi fatti è una presa di posizione”.
Una presa di posizione che la comunità islamica di Piacenza non si sente di condividere: per questo anche la preghiera conclusiva dell’imam cita espressamente i fatti che stanno avvenendo nella striscia di Gaza. Per questo tanti al collo hanno la bandiera della Palestina.
LA FINE DEL RAMADAN A BORGONOVO
A Borgonovo la fine del Ramadan, ha visto la partecipazione di oltre duecento credenti di fede islamica. Tra loro anche una trentina di donne che hanno pregato nell”area del centro a loro riservata. Durante la preghiera guidata dall’Imam non si è fatto cenno a quanto sta accadendo a Gerusalemme e in Palestina. “Abbiamo pregato per quello che la maggior parte di noi considera il proprio paese, l’Italia – dice il presidente del centro culturale islamico Haddar Abdel Moula – e più in generale per tutto il mondo e perché l’epidemia finisca”.
A Borgonovo la fine del Ramadan, ha visto la partecipazione di oltre duecento credenti di fede islamica. Tra loro anche una trentina di donne che hanno pregato nell”area del centro a loro riservata. Durante la preghiera guidata dall’Imam non si è fatto cenno a quanto sta accadendo a Gerusalemme e in Palestina. “Abbiamo pregato per quello che la maggior parte di noi considera il proprio paese, l’Italia – dice il presidente del centro culturale islamico Haddar Abdel Moula – e più in generale per tutto il mondo e perché l’epidemia finisca”.
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